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www.italoamericano.org 31 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 30 APRILE 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO A Bologna apre il Museo del Basket Italiano: telecronache maglie e cimeli per raccontare 100 anni di successi U n secolo di storia cestisti- ca azzurra da rivivere e tramandare. A Bologna è stato inaugurato il Museo del Basket Italiano,il Mubit. "Il basket vive di passione e questo museo certamente ci aiuterà a sviluppare una legacy con le generazioni presenti e future. Mi sono emozionato a rivedere tanti protagonisti e tante protagoniste della pallacanestro italiana, credo che succederà anche a tutti colo- ro che da oggi varcheranno la porta del Mubit", le parole di Maurizio Gherardini, presidente Lba (Lega Basket Maschile). La mostra inaugurale, "Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro", è un viaggio secolare, dal 1921, anno di fon- dazione della Fip (Federazione Italiana Basket) fino ai giorni nostri. Un racconto corale, costruito attraverso lo sguardo di chi il basket lo ha giocato, vissu- to e raccontato. Un secolo di sfide, cimeli e trionfi. Al centro dell'esposizione, non solo i risul- tati ma soprattutto le persone, le emozioni e i momenti che hanno definito il basket azzurro. LUCA FERRARI Il Mubit non ha un percorso preciso; lo si può iniziare da qualsiasi sala. 400 metri quadrati tra superfici espositive, cimeli, schede didattiche, proiezioni dinamiche e contenuti visivi capaci di restituire l'intensità delle grandi azioni della storia del basket italiano, telecronache originali incluse. Le immagini scorrono e si intrecciano, crean- do un dialogo condiviso tra il visitatore e i visitatori. Suoni, voci e atmosfere avvolgono il pubblico, riportandolo dentro l'arena. Palloni, coppe e lava- gnette degli allenatori trasudano pallacanestro nella sua concre- tezza più autentica. La postazio- ne interattiva, autentica chicca, permette di entrare nel ritmo del gioco e avvicinarsi a ciò che accade dentro il campo. C'è spa- zio anche per la Hall of Fame, per omaggiare i grandi interpreti della pallacanestro azzurra. Il museo è articolato in 5 sale più un rooftop, uno spazio inte- ramente all'aperto, pensato come luogo di incontro e di esperienza e in perfetta sintonia con la cele- bre frase "Il basket è l'unico sport che tende al cielo". Si comincia dalla "Sala 1 - Passato e Futuro", dove emergono le figure di Carlo Recalcati, uno dei protagonisti più rappresentativi della storia azzurra, prima gioca- tore e poi Commissario Tecnico, con esposta la sua casacca utiliz- zata ai Mondiali jugoslavi del 1970. Insieme a lui, in evidenza, Antonello Riva, miglior realizza- tore di sempre della Nazionale, e Cecilia Zandalasini, tra le indi- scusse protagoniste del basket internazionale, capace di affer- marsi in Italia (incluse tre stagio- ni alla Virtus Bologna), Europa (Fenerbahce, Galatasaray) e Wnba (vincendo anche un titolo con le Minnesota Lynx; dal 2025 invece si divide tra Golden State Valkyries e Famila Schio). Nella sala 2 si passa alle vittorie con esposte le medaglie conquistate dalla pallacanestro azzurra, tra cui i due argenti olimpici maschili (Mosca 1980, Atene 2004), i due ori europei maschili (Nantes 1983, Parigi 1999), fino ad arrivare al 2025, quando le ragazze guidate da coach Capobianco hanno fatto la storia al Pireo conquistando il bronzo continentale. E poi ancora i pal- loni di Carlo Caglieris e ci Carlton Myers, simboli concreti di quelle epiche vittorie. Il viag- gio prosegue nello spazio dedi- cato all'eccellenza: l'Italia Basket Hall of Fame. Il percorso si conclude con il "parquet museale". In questo spazio la palla a spicchi va oltre la mera esposizione, diventando luogo di apprendimento e tra- sformandosi in esperienza diret- ta. Il campo prende vita e il visi- tatore può avvicinarsi ai fonda- mentali del gioco, guidato anche dalle indicazioni di Matteo Panichi, preparatore fisico della Nazionale maschile. Bologna è la basket city ita- liana per eccellenza. Tra i tanti protagonisti intervenuti all'inau- gurazione, grandi cestisti e cesti- ste che hanno reso il nostro basket famoso in tutto il mondo, a cominciare da Achille Canna, friulano classe '32, icona senza tempo di Bologna e della palla- canestro italiana. In prima fila anche Carlton Myers, portaban- diera dell'Italia ai Giochi della XXVII Olimpiade e artefice del primo storico scudetto della Fortitudo Bologna nella stagione 1999-2000. Suo compagno di squadra, anch'esso presente alla prima del Mubit, Giacomo "Gek" Galanda, tra i medagliati alle Olimpiadi 2004 di Atene. Restando in tema di basket inter- nazionale, non poteva mancare Andrea Bargnani, primo italiano a essere scelto con la chiamata numero 1 al Draft Nba, nel 2006 dai Toronto Raptors. Il "Mago" giocò complessivamente 10 sta- gioni nel campionato nordameri- cano: 7 stagioni in Canada, pas- sando poi ai New York Knicks dal 2013 al 2015 e infine, l'anna- ta successiva si accasò ai Brooklyn Nets. Per i fan del basket moderno, ritrovarsi di fronte alle casacche azzurre di Bargnani insieme a quelle di Marco Belinelli, Gigi Datome e Danilo Gallinari è toccare con lo sguardo giocatori che hanno fatto sognare intere generazioni di appassionati. Una frazione di secondo capace di scatenare una cornucopia di azioni ed emozio- ni. A salutare il nuovo centro museale cestistico anche il guru della panchina, Ettore Messina, e l'attuale coach della nazionale maschile, Luca Banchi. L'inaugurazione si è svolta al PalaDozza, proprio nel centro della Città delle Due Torri. Un tempo casa della Virtus (oggi all'Unipol Arena), ha continuato a ospitare le partite casalinghe della Fortitudo, attualmente in A2. Squadre di club ma non solo. Il PalaDozza è stato teatro di tantissime vicende cestistiche; in tempi recenti, tra le più impor- tanti, la fase a gironi del Fiba EuroBasket Women 2025. Lì è iniziata la cavalcata della Nazionale di coach Andrea Capobianco, presente anch'esso all'inaugurazione del Mubit, che la portarono alla conquista della medaglia di bronzo europea. Al PalaDozza l'Italia ha spaz- zato via tutte le sue avversarie: Serbia (70-61), Slovenia (77-66) e Lituania (65-51). In campo, in quelle tre partite, c'erano anche due bolognesi doc: Mariella Santucci (Reyer Venezia) e Olbis Futo Andrè (Famila Schio), di entrambe le quali è esposta la casacca della Nazionale al Mubit. Fuori dal PalaDozza, in contemporanea all'inaugurazio- ne, sono stati allestiti campetti di minibasket. Ancora prima dei media, i bambini sono arrivati con le divise delle loro squadre per giocare e divertirsi. "Non cercate l'Azzurro, cercate gli Azzurri e le Azzurre. Siate parte della loro storia" ha detto la gior- nalista sportiva Giulia Cicchinè durante la presentazione del Mubit. "Sentite l'Azzurro che è in voi", aggiungiamo noi. "Portate l'azzurro ovunque, in ogni sfida dentro e fuori al campo. Il Mubit vi aspetta a Bologna, non solo per custodire la storia del basket italiano ma per continuare a scriverla insie- me a ciascuno di voi". Al Mubit le divise di Andrè e Santucci (Ph© Luca Ferrari) La storia del basket attraverso le sue medaglie (Ph© Luca Ferrari) Andrea Bargnani all'inaugurazione (Ph© Agenzia Ciamillo-Castoria)
