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sono proprio queste relazio- ni bilaterali e tanto più forti e frequenti sono, tanto più durature, costruttive e mol- teplici saranno le ricadute su entrambi i lati dell'oceano. Lettera dell'editore NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 www.italoamericano.org 3 L'Italo-Americano IN ITALIANO | F i n d a l l a g r a n d e emigrazione tra la fine dell'Otto- cento e il Nove- cento, milioni di italiani hanno attraversato l ' A t l a n t i c o a l l a r i c e r c a d i nuove opportunità, contri- buendo in maniera decisiva a l l a c r e s c i t a e c o n o m i c a , sociale e culturale dell'Ame- rica. Oggi i discendenti di oltre un secolo di quei "Pae- sani" partiti con la valigia di cartone ma pieni di speranze e coraggio, insieme al flusso costante di giovani italiani che scelgono ancora oggi di espatriare per motivi di stu- dio, lavoro, ricerca o oppor- tunità professionali, costitui- s c o n o u n a c o m u n i t à pienamente integrata nella società statunitense, presen- te in tutti i settori della vita pubblica: dall'imprenditoria alla politica, dalla cultura alla ricerca scientifica, dal mondo dello spettacolo all'u- niversità. Ma la loro "anima doppia" è un valore aggiun- to: l'essersi integrati e al contempo il sentirsi apparte- nere anche ad altro è una condizione particolarmente vantaggiosa al di qua e al di là dell'oceano. Molto spesso, è proprio la presenza delle comunità ita- loamericane il vero ponte tra l'Italia e gli Stati Uniti. Non le imprese, ma le persone, non l'export ma gli expat. Questo perché ad agevolare in modo significativo i rap- p o r t i c o m m e r c i a l i ( e n o n solo) tra le due sponde del- l'Atlantico, ci sono soprat- t u t t o i l e g a m i c u l t u r a l i e relazionali. Un esempio classico di questo maneggiare menta- l i t à e p o t e n z i a l i t à d i d u e m o n d i c e l o f o r n i s c e L e e Iacocca. Figlio di immigrati italiani originari della Cam- pania, crebbe in una fami- glia che mantenne lingua, tradizioni e forti legami con l'Italia. Suo padre Nicola era arrivato negli Usa con pochi soldi ma riuscì a costruire piccole attività commerciali. Lui invece, una volta cre- s c i u t o , d i v e n n e u n o d e i manager più importanti d'A- merica: contribuì al successo d e l l a F o r d M u s t a n g a l l a Ford Motor Company e suc- cessivamente salvò la Chry- sler dalla bancarotta negli anni '80. Ma nella sua car- riera spiccò soprattutto un elemento: fece del legame Italia-Usa e della sua iden- tità italoamericana un punto di forza. In anni in cui gli stereotipi erano ancora forti, contribuì a trasformare l'im- magine degli italoamericani in quella di imprenditori, manager, innovatori e pro- motori di qualità e design. Inoltre sostenne più volte collaborazioni industriali internazionali e contribuì indirettamente a rafforzare l'interesse americano verso: design italiano, ingegneria europea, manifattura specia- lizzata. Su questa lunghezza d'on- da si posizionano anche gli ultimi arrivati, i new-comers di oggi. Questa mobilità alta- mente qualificata che coin- volge studenti, ricercatori, professionisti e imprenditori capaci di portare innovazio- ne e competenze in ambito internazionale sono anche capaci di mantenere vivo e costante il rapporto umano, culturale, sociale tra i due Paesi. Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio l a f i d u c i a , l a c o n o s c e n z a reciproca, il forte interesse verso il Made in Italy, scelto con convinzione, apprezzan- done qualità, tradizione e innovazione, e non per abi- tudine o eredità del passato. Questa rete consolidata di imprenditori, professionisti, associazioni e consumatori, conosce sia la cultura italia- na sia il mercato americano, cosa che facilita gli scambi e gli investimenti. Scommette- re su di loro è come semina- re su un campo già arato e più fertile. Molti imprenditori italoa- m e r i c a n i c i o è , d i v e n t a n o " n a t u r a l m e n t e " p a r t n e r commerciali per le aziende italiane che vogliono entrare o espandersi nel mercato statunitense. Non solo le nuove generazioni di italoa- mericani, attivi in settori innovativi come tecnologia, finanza, università e ricerca, possono diventare interlo- cutori strategici per favorire investimenti, scambi tecno- logici e collaborazioni inter- nazionali tra imprese italia- ne e statunitensi ma sono promotori di relazioni. Pen- sano, vivono e consumano come italiani e come ameri- cani e questo favorisce joint venture e la diffusione di prodotti italiani negli Stati Uniti, soprattutto nei settori dell'agroalimentare, della moda, del design, della mec- c a n i c a e d e l t u r i s m o . L o stesso fanno le associazioni o le reti professionali italoa- mericane: facilitano la crea- zione di contatti e opportu- nità di business, aiutano le imprese italiane a compren- dere meglio il sistema eco- nomico americano, le nor- mative locali e le dinamiche del mercato, riducendo le difficoltà di accesso e favo- rendo collaborazioni strate- giche. I l v e r o p u n t o d i f o r z a Non le imprese, ma le persone. Non l'export ma gli expat: il valore degli italoamericani
