L'Italo-Americano

italoamericano-digital-6-25-2026

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www.italoamericano.org 31 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Bere è un'emozione tra territorio e architettura. A Treviso i paesaggi del vino sono uno strumento di scoperta B ere è un'emozione. È il piacere di gustare qualco- sa che qualcuno ha pro- dotto con impegno e sacrificio. "Il vino è un essere vivente. Amo pensare alla vita di un vino. Amo immaginare l'anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c'era un bel sole. Se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve" diceva poeticamente l'esperta Maya (Virginia Madsen) a Miles (Paul Giamatti) nella commedia dolceamara Sideways – In viaggio con Jack (2004, di Alexander Payne). Poche realtà in Italia e nel mondo intero rappresentano il vino come il Veneto. Dalle terre lagunari alle pendici montuose, passando per l'ampio territorio rurale, questa regione ha scritto un'importante fetta della sua sto- ria - contadina e non - lì, sui grappoli. Tra le province più influenti sul fronte vinicolo, l'a- rea trevigiana. E proprio a Treviso, a Ca' Scarpa, il 22 mag- gio è stata inaugurata la mostra "Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce del- l'architettura", a cura di J.K. Mauro Pierconti, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche in collaborazione con l'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Treviso. Composta da più parti, la mostra resterà aperta fino a domenica 2 agosto, proponendo un approccio diversificato nei confronti del mondo del vino. Si comincia dalla sezione sto- rico-geografica per alcune aree della zona di Conegliano e Valdobbiadene, curata da Massimo Rossi, geografo e dalla Fondazione Benetton, portando i visitatori subito nel vivo delle forme del paesaggio, attraverso l'uso e la trasformazione del ter- ritorio nel corso di due secoli. La sezione successiva, a cura di J.K. Mauro Pierconti, è concentrata su chi studia e lavora in quell'a- rea che produce il celeberrimo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg: l'eno- logo, l'agronomo, vari produtto- ri, lo storico e lo scienziato. Più voci e molte esperienze; cono- scenze e lavori che si radicano nella terra, proiettandosi anche verso il futuro. Sulla tradizione vanno infatti a innestarsi i nuovi sviluppi della coltivazione vitivi- nicola, affrontando anche temi e questioni dell'oggi e del domani: la biodiversità, il cambiamento climatico, la questione acqua, la sostituzione dei fertilizzanti chi- mici con nuovi approcci che pun- tano alla ricchezza della terra per LUCA FERRARI mezzo di interventi bio-sosteni- bili e naturali che, in alcuni casi, riprendono antiche pratiche. Alla figura del coltivatore e di tutti coloro che, nel tempo, hanno reso quello vitivinicolo uno dei settori di successo del Made in Italy e uno dei simboli del gusto italiano, si è recente- mente aggiunta anche la figura dell'architetto; e cosa potrà mai dare l'architettura al mondo del vino? È proprio questo il tema della terza sezione, curata dal- l'architetto Filippo Bricolo di Bricolo / Falsarella, studio che ha al suo attivo la progettazione di diverse cantine, in particolare nella zona del Lago di Garda. Filippo Bricolo ha scelto di rispondere alla questione realiz- zando per il visitatore 6 trattati, fatti di riflessioni e disegni, foto- grafie e pensieri, per accompa- gnarlo nel suo mondo, che Bricolo vuole restituire anche attraverso l'esposizione di suoi taccuini di schizzi, disegni, modelli, perché all'opera del- l'uomo-coltivatore corrisponde l'opera dell'uomo-architetto, chiamato a creare spazi e a pro- durre oggetti concreti, e non fan- tasie. Sulla capacità di offrire strut- ture reali, espressione della sen- sibilità artistica dei progettisti, si inserisce l'ultima sezione della mostra: "Sette architetture radi- cate", curata da Francesca Chiorino e Roberto Bosi, che presenterà sette cantine realizza- te nel mondo negli ultimi 25 anni, completando quel processo di progressivo allargamento dello sguardo che l'esposizione compie salendo ogni piano di Ca' Scarpa. Sette cantine inter- nazionali, – firmate da Herzog & de Meuron, Rafael Moneo, Bearth Deplazes Ladner, Álvaro Siza Vieira, Smiljan Radić con Loreto Lyon, Foster + Partners e Fiorenzo Valbonesi-asv3 –, che raccontano il crescente coinvol- gimento dell'architettura nella costruzione dei paesaggi del vino. A intrecciare sezioni e temi sarà il doppio progetto di allesti- mento: quello di Bricolo / Falsarella, per la sezione che riflette la sua produzione archi- Il mondo enologico prende forma nella mostra "Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell'architettura" (Ph courtesy Arcangelo Piai) Treviso ha una delle province italiane più influenti sul fronte vinicolo (Ph courtesy Arcangelo Piai) tettonica; e quello delle altre parti del percorso espositivo, ideato da Kopio Office + Bovo, un gruppo di giovani architetti, selezionato attraverso un apposi- to bando, realizzato insieme dall'Ordine degli Architetti di Treviso e dalla Fondazione Benetton e riservato ad architetti under 35 della provincia di Treviso. Il mondo del vino è un orga- nismo pulsante. Vino è sinonimo di territorio. La sua base resta una e unica: la passione umana. "Ti ho mai detto perché fare il vino è per me fonte di grande piacere? Io amo fare il vino per- ché questo nettare sublime è semplicemente incapace di men- tire, vendemmiato presto o tardi non importa, il vino ti bisbiglierà in bocca sempre con completa e imperturbabile onestà ogni volta che ne berrai un sorso" Henry Skinner (Albert Finney) - Un'ottima annata, 2006, di Ridley Scott.

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