L'Italo-Americano

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GIOVEDÌ 6 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org 34 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT Il calcio italiano (non solo il suo Milan) saluta Franco Baresi, uno dei suoi più grandi interpreti STEFANO CARNEVALI N ato da una famiglia con- tadina del Bresciano (a Travagliato), Franchino Baresi ha sempre incarnato le qualità proprie di quel mondo: "silenzio e fatica" (come ricorda Federico Buffa, straordinario story-teller di sport, ma non solo). Rimasto presto orfano di e n t r a m b i i g e n i t o r i ( R e g i n a muore per un male incurabile, Silvio in un incidente stradale), si dedica al calcio (cominciando in ambito oratoriano) e, non dotato di un fisico importante - ma di grande tecnica e straordi- naria determinazione -, viene scartato dopo un provino con l'Inter (che invece ingaggerà suo fratello Giuseppe), ma non dal Milan (grazie all'insistenza di Italo Galbiati). In questi primi anni, proprio in ragione della sua ingannevole (i suoi tackle sono già durissimi) costituzione gracile, gli viene a t t r i b u i t o i l s o p r a n n o m e d i Piscinin (Piccolino, in Milanese). Esordisce in prima squadra nel 1978, sotto la guida di un gigante d e l l a p a n c h i n a c o m e N i e l s Liedholm e l'anno dopo, da pro- t a g o n i s t a , c o n t r i b u i s c e a l l o Scudetto della stella. Le doti tec- niche sono già evidentissime - da libero, a poco più di 20 anni, c o m a n d a l a d i f e s a c a m p i o n e d'Italia - e, via via, appaiono anche quelle del carattere: tiene testa a Gianni Rivera (che lo s t i m a ) e , a 2 2 a n n i , s a r à g i à Capitano del Milan. Non mancano i momenti dif- ficili: i Rossoneri non se la pas- sano bene a livello societario e arrivano - in rapida successione - due retrocessioni in Serie B (una - nel 79/80 - per il calcioscom- messe, un'altra - 81/82 - sul campo). Baresi - a differenza di tanti suoi altri compagni - decide di restare in rossonero: ricono- scenza e coerenza, proprie del- l'uomo, che verranno abbondan- temente ricompensate. Il difen- sore - nonostante le vicissitudini del club - entra nel giro della Nazionale (da cui non uscirà più) e, nel 1982, pur non scendendo mai in campo, vince il Mundial di Spagna '82. Ambito dai più grandi club italiani (e non), deci- de di non lasciare comunque il Milan e, nel 1986, arriva la svol- ta: Silvio Berlusconi acquista il club meneghino e lo stravolge, rendendolo, in pochi anni, la squadra più forte del Mondo. La rivoluzione comincia con l'arri- vo in panchina di Arrigo Sacchi: il suo sistema di gioco - fatto di pressing, linea alta e marcatura a zona - non può prescindere dalla qualità degli interpreti. Baresi è fondamentale e, non senza fatica (il 4-4-2 sacchiano non prevede u n v e r o e p r o p r i o l i b e r o ) , s i mette, come sempre, a disposi- zione. Le doti più importanti del difensore di Travagliato - lettura del gioco, dei tempi e gestione degli spazi - rendono possibili sul campo le rivoluzionarie teo- rie del tecnico di Fusignano. Ed è l'inizio di una cavalcata irripe- tibile (proseguita anche dopo l'arrivo di Fabio Capello in pan- c h i n a ) : S c u d e t t o n e l l ' 8 7 / 8 8 , Coppa dei Campioni nell'89/90 e nel 90/91. Poi Scudetti nel 91/92, 92/93, 93/94 e 95/96, un'altra Coppa Campioni nel 93/94 e due Coppe Intercontinentali nel 1989 e nel 1990. Baresi si consacra a livello globale: è secondo - dietro il compagno di squadra, Marco van B a s t e n - n e l l a c l a s s i f i c a d e l Pallone d'Oro del 1989 e per tutti è ormai diventato Franz, visto che ricorda - per qualità e capacità - proprio il Kaiser Franz Beckenbauer (uno dei liberi più tecnici e forti di tutti i tempi) che, col tempo, supererà sia per vittorie, sia per capacità. Anche in Nazionale Baresi è un punto di riferimento: titolatissimo con Azeglio Vicini, vive la magia e la delusione di Italia '90 da pro- tagonista e, dal 1991 è Capitano e guida della Nazionale ora alle- nata da Arrigo Sacchi (che lo c o n v i n c e r à , n e l 1 9 9 2 , a n o n abbandonare l'Azzurro). Il Mondiale di USA '94 rap- presenta un altro tassello indica- tivo della forza di Baresi: leader della squadra, il difensore si r o m p e i l m e n i s c o d u r a n t e i l secondo match della competizio- ne (contro la Norvegia). Subito operato, Baresi decide di restare n e g l i U S A e , s o l o 2 4 g i o r n i dopo, scende in campo, da titola- re, nella finalissima contro il Brasile, partita in cui - al netto del rigore fallito nella serie finale - risulta tra i migliori in campo. Il finale di carriera, sempre con il Milan, lo vede vincere un altro Scudetto (95/96) e lasciare il cal- cio dopo il pessimo Sacchi-bis, nel 1997. La sua maglia numero 6 - a riprova del senso di appar- tenenza e del carisma di Baresi - è la prima maglia ritirata da un club italiano. Rimarrà comunque sempre nel mondo Milan (tranne p e r q u a l c h e m e s e , t r a s c o r s o c o m e ' q u a d r o ' d e l F u l h a m ) , c o m e d i r i g e n t e e V i c e - Presidente. SIMBOLO E LEGGENDA - Delle qualità di Baresi sul campo si è abbondantemente dato conto, ma è opportuno ribadire: pur non dotato di un fisico superiore alla media, era sempre in grado di reggere il confronto, sia in velo- cità, sia sulla potenza. La sua determinazione e la sua capacità nella lettura del gioco facevano la differenza. A queste andavano ad aggiungersi una tecnica di alto livello e - soprattutto - una dedizione al lavoro senza eguali. A completare la sua figura leg- gendaria, un carisma enorme, frutto più di silenzi (ed esempi) che di parole. Baresi ha vissuto (e guidato) spogliatoi pieni di campioni dalle provenienze più disparate e tutti - nessuno esclu- so - lo hanno sempre riconosciu- to come leader indiscusso, come esempio. Fuori dal campo, la sua condotta era coerente col perso- naggio: un uomo onesto e rigoro- so, per certi versi semplice. Un modello per tutti, soprattutto oggi. CELEBRAZIONI E RICOR- DI - Dopo la prematura scompar- sa di Baresi - a soli 66 anni: dolorosa coincidenza, per un uomo che, calcisticamente, ha incarnato come nessun altro il numero 6 -, si sono moltiplicate le iniziative in sua memoria, le p r o p o s t e d i c e l e b r a z i o n e e i ricordi di addetti ai lavori e tifo- si. Spiccano - tra le innumerevoli suggestioni - la sollecitazione di Fabio Capello, che vorrebbe gli venisse assegnato un Pallone d ' O r o p o s t u m o , e l ' i d e a d e l Milan, che pensa di intitolargli la Curva Sud dello stadio Giuseppe Meazza, in attesa di qualche pro- posta da parte delle istituzioni politiche milanesi. Tantissime anche le parole scritte e dette per Franz. Compagni, avversari, opi- nionisti, campioni di altri sport, politici e vip, semplici tifosi: tutti hanno voluto celebrare a modo loro il Capitano e i suoi funerali (celebrati, martedì 4 agosto, nella basilica milanese di Sant'Ambrogio e trasmessi in diretta tv) sono stati un inevitabi- le 'bagno di folla'. Scegliamo però di chiudere riportando solo il messaggio di Paolo Maldini - se c'è qualcuno che, in campo e fuori, possa essere accostato a pieno titolo a Baresi, è solo lui -, perché è sem- plicemente perfetto per esprime- re quello che è un sentimento g e n e r a l e e c o n d i v i s o : " O g g i provo la stessa sensazione di quando non potevi scendere in campo al nostro fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all'ultimo respiro, cosa signifi- chino l'attaccamento alla maglia e il valore di essere un vero lea- der. Mi hai protetto quando ero un bambino e mi hai ispirato da uomo. Sei stato il più forte con cui abbia giocato". Franco Baresi (Ph© Fabio Diena | Dreamstime.com). Il Milan ha ritirato la sua maglia numero 6

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