L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-20-2026

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GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org 32 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI (Foto Fabio Caricchia © Ministero della Cultura) O tto ambienti decorati con mosaici e affreschi di grande pregio, un edifi- cio di età imperiale rimasto nascosto per secoli e un ritrova- mento che potrebbe ridefinire la conoscenza di uno dei settori più importanti del Celio antico. È questo il risultato degli scavi condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, durante i lavori di consolidamento del muraglione storico di Villa Celimontana. Il cantiere nato per consolida- re un muro di sostruzione roma- no si è trasformato, grazie alla scoperta di un importante edifi- cio del II secolo d.C., in un can- tiere di ricerca archeologica.Le indagini hanno portato alla luce cinque ambienti completamente scavati e altri tre parzialmente conservati, appartenenti a un edi- ficio costruito nel II secolo dopo Cristo e riorganizzato nel III secolo. Tra i ritrovamenti più significativi figurano un grande mosaico con un emblema marino raffigurante un delfino, un pesce, un'aragosta e un granchio intor- no a un cratere, frammenti di un precedente pavimento musivo di età antonina, ampie porzioni del soffitto affrescato e numerosi rivestimenti in opus sectile, testi- monianza dell'elevato livello decorativo del complesso. "Roma continua a stupirci restituendo testimonianze capaci di ampliare la conoscenza della città antica. Con i fondi del Pnrr per mettere in sicurezza un muraglione antico, abbiamo fatto una scoperta archeologica di grande valore scientifico, che spinge ad aprire nuove prospetti- ve di ricerca e valorizzazione" ha detto la Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro. La natura dell'edificio resta al momento oggetto di studio e apre un'affascinante questione interpretativa. I raffinati mosaici e gli affreschi sembrano raccon- tare la storia di una residenza aristocratica, mentre la colloca- zione dell'edificio e alcuni ele- menti emersi durante lo scavo potrebbero indicare che facesse parte della caserma della V Coorte dei Vigiles. Se questa seconda ipotesi fosse conferma- ta, il ritrovamento contribuirebbe a ridefinire l'estensione di uno dei più importanti complessi militari della Roma imperiale. Simona Morretta, responsabi- le scientifica dello scavo: "Lo scavo ha restituito un insieme di dati di straordinario interesse, ma ora la fase più delicata e complessa comincia. L'analisi delle strutture, dei materiali e del contesto ci permetteranno di verificare le ipotesi interpretative e di comprendere la reale funzio- ne dell'edificio. Le anfore del relitto romano fotografate dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (Ph Mic) U n relitto di epoca romana, databile presumibilmente tra il II e il I secolo avan- ti Cristo, è stato individuato a circa tre miglia dalla costa di Mazara del Vallo, a una profon- dità di 46 metri. Sul fondale sono presenti centinaia di anfore, pre- valentemente del tipo Dressel 1A, due ceppi d'ancora in piom- bo e un'altra struttura dello stes- so materiale. "È una delle più importanti scoperte archeologiche subac- quee degli ultimi anni – ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli - e mi congra- tulo con l'Arma dei Carabinieri, con i suoi reparti specializzati, e con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana per la competenza e la dedizione che hanno reso possibile questo risul- tato. Il mare continua a restituirci frammenti preziosi della nostra storia e il relitto di Mazara del Vallo ci parla degli uomini, delle rotte e degli scambi che fecero del Mediterraneo un crocevia di civiltà. La ricerca proseguirà per svelarne la storia e consegnarla alla collettività". La scoperta è avvenuta nel Il mare regala un tesoro archeologico: relitto con centinaia di anfore al largo di Mazara del Vallo corso di un sopralluogo congiun- to condotto dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dal Nucleo Stop a scavi clandestini ed emerge villa romana Il restauro di un muro rivela mosaici e affreschi a Villa Celimontana U na importante villa roma- na di età imperiale è venuta alla luce durante le indagini archeologiche con- dotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura intervenuta grazie a una segnalazione di uno scavo abusivo nella tenuta agricola di Castel di Guido. I ritrovamenti hanno rivelato parte di una gran- de villa suburbana probabilmen- te collegata all'antica via Aurelia e inserita nel contesto del territo- rio di Lorium, dove è attestata un'antica proprietà imperiale legata alla figura dell'imperatore Antonino Pio. Condotte con la direzione scientifica dell'archeologa della Soprintendenza Alessia Contino, le indagini hanno portato alla luce ambienti molto ben conser- vati, murature alte fino a 1,50 metri, mosaici e intonaci dipinti: della villa è stato individuato l'a- trio, caratterizzato da un implu- vium centrale e raffinate decora- zioni con motivi geometrici e vegetali, attorno a cui si svilup- pano vani pavimentati a mosaico e strutture riferibili alle attività produttive della villa. Tra i materiali di pregevole Carabinieri Subacquei di Messina, con il supporto della Motovedetta dei Carabinieri di Trapani, a seguito della segnala- zione di privati cittadini. Il sito sarà ora oggetto di ulte- riori attività di documentazione e approfondimento da parte della Soprintendenza del Mare, dirette a ricostruire il contesto archeolo- gico e ad adottare le necessarie misure di Tutela. fattura rinvenuti, e ora allo stu- dio, spicca una statua frammen- taria raffigurante un personaggio barbuto che trasporta un piccolo animale domestico (un vitello o un maialino), probabilmente il dio Silvano, divinità agreste legata al mondo rurale. La qua- lità dei reperti, delle decorazioni musive e pittoriche testimonia l'elevato livello sociale dei pro- prietari della villa, che potrebbe essere appartenuta a esponenti dell'aristocrazia romana vicini al demanio imperiale di Lorium, frequentato prima da Adriano e successivamente da Antonino Pio, che vi edificò una sua resi- denza, e Marco Aurelio. "Grazie alla segnalazione venuta dal territorio – spiega Alessia Contino – e alla tempe- stività dell'intervento è stato possibile individuare parte di una più estesa villa di età impe- riale mai attestata prima d'ora e mettere in luce uno splendido contesto di decorazioni, oltre al rinvenimento di una statua in pregiato marmo bianco. Un altro importante tassello che apre nuove prospettive per la cono- scenza e la salvaguardia del nostro territorio ricco di storia".

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