L'Italo-Americano

italoamericano-digital-9-3-2026

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LA COMUNITÀ DI SAN FRANCISCO 29 GIOVEDÌ 3 SETTEMBRE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | I l 1 2 s e t t e m b r e , l a S a n F r a n c i s c o O p e r a i n a u g u r e r à ufficialmente la sua n u o v a s t a g i o n e a l War Memorial Opera House con il capolavoro di Giu- seppe Verdi, Simon Boc- canegra. Protagonista di questa serata inaugurale è il soprano italiano Eleonora Buratto, che debutta con la c o m p a g n i a n e l r u o l o d i Amelia Grimaldi. Per il pub- blico di San Francisco, lo spettacolo offre l'opportu- nità di ammirare una delle voci più acclamate del pano- rama operistico internazio- nale, all'apice della sua car- riera. Nata a Mantova e insigni- t a n e l 2 0 2 2 d e l t i t o l o d i C a v a l i e r e d e l l ' O r d i n e a l Merito della Repubblica Ita- liana, una delle più alte ono- r i f i c e n z e c i v i l i i t a l i a n e , Buratto affronta il suo lavo- r o c o m e a r t i s t a e c o m e custode della ricca cultura della sua patria. "Per me è un grande orgo- glio", afferma Buratto riflet- tendo sul suo ruolo di amba- sciatrice dell'opera italiana. "Vivo quest'arte come un dovere e una responsabilità. L'opera è nata in Italia e la maggior parte delle opere c h e p o r t o i n s c e n a s o n o scritte in italiano. Proprio per questa origine, sento il profondo obbligo di restitui- r e q u e s t a f o r m a d ' a r t e a l pubblico con tutto il rispetto e l'amore che nutro per la musica, per le parole e per il l i b r e t t o . D e v o r e s t i t u i r l a integra, eseguita con tutta la mia dedizione". L ' i n g r e s s o i n i z i a l e d i Buratto nell'universo della m u s i c a c l a s s i c a è s t a t o m o d e s t o , r a d i c a t o n e l l a c o m u n i t à : " I l m i o p r i m o vero contatto con l'opera è a v v e n u t o a t t r a v e r s o u n coro", spiega, ripensando agli inizi del suo percorso artistico. "Ho sempre avuto la passione per il canto, ma all'inizio non conoscevo il mondo dell'opera professio- n i s t i c a . S a p e v o s o l o c h e volevo studiare musica". Ha iniziato con gli studi fonda- mentali di solfeggio e pia- noforte. "l pianoforte non è stato esattamente un succes- so per me", ammette riden- do. "Mi sono resa conto che non era affatto adatto a me, eppure mi ha fornito le basi essenziali di cui avevo biso- gno". Riconoscendo il suo inna- t o t a l e n t o v o c a l e , i l s u o primo insegnante di musica la presentò a un coro locale, per poi farla entrare in un coro lirico amatoriale. Fu proprio questo insegnante a i n t u i r e c h e i l s u o t a l e n t o meritava un'audizione per il conservatorio. "Fu davvero la prima persona a capire che questa poteva diventare la mia strada", riflette Burat- to. "Ero così giovane, non avevo idea di cosa aspettar- mi o cosa mi riservasse il futuro, ma mi fidai della sua visione e seguii la sua strada fino al conservatorio". U n a v o l t a i s c r i t t a , i l potenziale di Buratto attirò l'attenzione di un altro inse- gnante che vide in lei qual- cosa di straordinario, degno di essere coltivato. Ricono- s c e n d o l a q u a l i t à d e l s u o s t r u m e n t o , s i d e d i c ò c o n grande attenzione a guidare il suo repertorio man mano che la sua voce maturava. P e r c h i a r i r e i s u o i d u b b i sulla sua evoluzione vocale, decise di compiere un passo cruciale: organizzare un'au- dizione privata con il leg- gendario tenore Luciano P a v a r o t t i p e r r i c e v e r e i suoi consigli. "Quell'incon- tro con il maestro Pavarotti fu molto importante", ricor- da Buratto. "Sebbene il mio repertorio sia iniziato nella categoria del canto lirico leg- gero, lavorare con lui mi ha aiutato a capire che il mio percorso si sarebbe esteso ben oltre quei ruoli iniziali. Non lo dico per sminuire il canto lirico leggero, ma sem- plicemente perché la mia evoluzione vocale era desti- nata a condurmi verso ruoli operistici più ampi". Oltre alla guida sul reper- torio, l'esperienza ha lascia- to un'impronta indelebile sul suo approccio psicologi- co all'interpretazione". A dire il vero, quelle lezioni con il maestro Pavarotti non mi hanno insegnato tanto la maturità tecnica quanto la forza mentale e psicologica", spiega. "Condivideva la mia passione per l'opera, una forte forza di volontà e mi ha aiutato a costruire la fiducia in me stessa. Mi ha dato gli ingredienti di cui ogni arti- sta ha bisogno per sopravvi- vere e prosperare in questa carriera". G r a z i e a q u e s t a s o l i d a fiducia in se stessa, Buratto ha continuato a crescere. T u t t a v i a , è s t a t o s o l o n e l 2010 che le sue basi vocali h a n n o r a g g i u n t o i l v e r o punto di svolta. Fino ad allo- ra, si era affidata molto al suo istinto naturale e al suo talento innato. "Vivevo un p o ' g r a z i e a l m i o t a l e n t o naturale", sorride. "Ma vole- vo di più. Ho capito che se volevo costruire qualcosa di serio e duraturo, avevo biso- gno di una padronanza tec- nica più profonda". Fu allora che entrò in contatto con la sua attuale insegnante di canto. Oggi, Buratto porta la sua ricca esperienza internazio- nale nella California setten- trionale. Dopo essersi esibita a l M e t r o p o l i t a n O p e r a d i New York e alla Lyric Opera di Chicago, il suo arrivo a San Francisco rappresenta un'entusiasmante novità. " E r o c o s ì e m o z i o n a t a d i venire qui perché è una città che non avevo mai visitato prima e ha un teatro in cui n o n a v e v o m a i c a n t a t o " , dice. Appassionata di arti visive e architettura, trascor- r e i s u o i m o m e n t i l i b e r i esplorando i quartieri locali. "Ogni volta che lavoro nelle g r a n d i c a p i t a l i , c e r c o d i sfruttarle al massimo. Qui, ho scattato foto delle case vittoriane, che sono meravi- gliose". Il suo primo incontro con i l p a l c o s c e n i c o d e l W a r Memorial Opera House le ha lasciato un'impressione i m m e d i a t a . " D a t o c h e l e prime prove si sono svolte in un edificio ausiliario, non avevo visto il palcoscenico principale durante le mie prime due settimane qui", spiega. "Quando sono salita sul palco per la nostra prima prova, è stata un'emozione magnifica. Le dimensioni dei teatri americani sono sem- pre impressionanti e l'acu- stica è meravigliosa". R i p r e n d e r e i l r u o l o d i Amelia Grimaldi per il suo debutto locale permette a B u r a t t o d i i m m e r g e r s i a fondo in una delle eroine femminili più complesse di Verdi. Il personaggio cresce in isolamento, ignara delle sue vere origini, spinta da un profondo desiderio di sco- prire da dove viene. "Ciò che amo di più di questo ruolo è il suo duetto con Simone", osserva Buratto. "Incontra quest'uomo, uno sconosciu- to, eppure prova immediata- mente una profonda fiducia. Apre il suo cuore a qualcuno che non ha mai incontrato prima. Dimostra che, dentro di lei, c'è qualcosa che la spinge a fidarsi. Quell'istinto e m o t i v o m i c o m m u o v e profondamente ogni volta che lo interpreto". B u r a t t o a f f r o n t a i l s u o lavoro con la stessa curiosità degli esordi. "La maturità e l'esperienza rendono sicura- mente il lavoro più facile da gestire", riflette. "Lo stupore è direttamente legato alla passione. Finché la passione rimane intatta, il senso di meraviglia resta lo stesso. Ogni volta che si intrapren- d e u n a p r o d u z i o n e , c i s i trova di fronte a una sceno- g r a f i a d i v e r s a , u n n u o v o regista e una nuova orche- stra. Creiamo musica insie- me in tempo reale, e non è mai la stessa cosa due volte. In un lavoro come questo, è d a v v e r o i m p o s s i b i l e annoiarsi". Il soprano italiano Eleonora Buratto debutta alla San Francisco Opera nel Simon Boccanegra di Verdi Eleonora Buratto sul palcoscenico del Teatro Real durante Il Trovatore, in una carriera che l'ha portata nei maggiori teatri internazionali (Photo: Javier del Real)

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