L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-27-2014

Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel

Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/422951

Contents of this Issue

Navigation

Page 13 of 27

GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2014 www.italoamericano.com 14 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Robert De Niro: un omaggio affettuoso a un padre-artista di talento C'è un'immagine indissolu- bile che lega Robert De Niro alla sua cinematografia, un'im- magine che gli amanti dei suoi film conserveranno per sempre nella memoria. Quando il suo volto appare sullo schermo, ecco che ritorna- no alla mente alcuni dei perso- naggi a cui ha dato vita durante una carriera strepitosa: il para- noico reduce del Vietnam in Taxi Driver, l'impulsivo pugile italoamericano Jake La Motta in Raging Bull, il gangster James "Jimmy" Conway in Goodfellas, fino al giovane Vito Corleone nel capolavoro di Francis Ford Coppola The Godfather Part II. Difficile immaginarlo altri- menti, nonostante negli ultimi anni si sia trovato a suo agio in parti più leggere, tra cui l'ottima tica Silver Linings Playbook. E ancora più arduo sarebbe i m m a g i n a r l o c o m e u n u o m o facile all'emozione, soprattutto perché finora il suo ruolo di di figlio nella vita reale non è mai stato al centro di una perfor- mance. In pochi conoscono le vicissi- tudini della sua vita privata, in particolare per via della riserva- tezza che lo ha sempre contrad- distinto. "Remembering the Artist, Robert De Niro, Sr." ci restitui- sce così uno sguardo più intimo e ravvicinato, attraverso il rac- conto dell'ascesa e della caduta del padre-pittore Robert De Niro Sr. e delle sue difficoltà a emer- gere come artista. A far da cor- nice al documentario, presentato la scorsa settimana in Italia e sopravvivere alla sua stessa arte, confezionando un tributo since- ro e poetico, di cui si sentiva forte il bisogno. MARCO BRUNA sfera che rendeva il possibile grandiosamente reale. Artista di talento, amante di Matisse e allievo prediletto del pittore espressionista Hans Hoffman, De Niro Sr. fu selezionato nel 1945 dal Peggy Guggenheim di New York per un'esposizione che vedeva tra gli altri parteci- panti Jackson Pollock e Mark Rothko, mentre l'anno successi- v o , s e m p r e n e l m u s e o d e l l a Grande Mela, si esibì con la prima personale. I s u o i l a v o r i s i r i f a n n o i n parte alla corrente post-impres- sionista, che si proponeva di rimodulare il concetto di spazio e di forma in maniera più razio- nale, i cui contorni fossero netti e percepibili all'occhio dello spettatore. Un'indagine artistica che gli consentì di guadagnarsi un nome tra il grande pubblico, ma che non sfociò mai in una notorietà permanente, portandolo a un'e- clissi prematura che incise inde- lebilmente sulla sua personalità, con gli anni sempre più cupa e rancorosa. La depressione lo accompagnerà fino alla morte, avvenuta il 3 maggio 1993. Nel documentario, girato da Perri Peltz e Geeta Gandbhir e presentato al Sundance Film F e s t i v a l 2 0 1 4 , R o b e r t l e g g e p a g i n e t r a t t e d a l d i a r i o d e l padre, guidato dal desiderio di far conoscere al pubblico le sue opere e di salvarle da un anoni- mato troppo lungo. Un viaggio emozionante tra i racconti di chi ha conosciuto De Niro Sr., nel quale assistiamo a un toccante tributo di un figlio al proprio genitore. Il film ci proietta nel vissuto quotidiano di un'artista, dal quale emergono la sua tena- c e a m b i z i o n e e l a l o t t a p e r P e r b l o c c a r l i , p r i m a f u introdotto un test di alfabetiz- zazione: con i Literacy Test Bill del 1917 solo chi dimo- strava di saper leggere e scrive- re nella propria lingua evitava il rimpatrio. Poi una legge del Congresso, la Johnson-Reed Law del 1924, rese stringenti le prime quote di immigrazione: fu un vero cappio al collo per chi aveva le valigie pronte, ma vide infrangersi il sogno del viaggio ancor prima di salpare per il nuovo mondo. In un secondo momento, per colpa della guerra e del fasci- smo, ci fu una nuova corsa alla regolarizzazione degli italiani. Molti di coloro che risiedevano lì da decenni, ma non avevano mai pensato alla naturalizza- zione perché in parte non ave- vano nemmeno pensato di tra- sferirsi definitivamente negli Usa, sentendosi forse ancora legati al loro paese, furono bol- lati come enemy aliens. "Siamo sempre stati e sare- mo sempre un Paese di immi- grati. Anche noi siamo stati stranieri una volta, e ciò che ci r e n d e a m e r i c a n i è l a n o s t r a adesione a un'ideale comune, quello che tutti siamo creati uguali". Di nuovo, al di là delle o p i n i o n i p e r s o n a l i , q u a n t o detto da Obama è difficilmente smentibile almeno nella teoria, dal momento che la ricchezza culturale americana si basa in gran parte sulle sue differenze interne. La pratica, viceversa, spesso mal si è conciliata con l'accoglienza in un Paese che in passato ha tollerato la schia- v i t ù , m a n o n l e m i n o r a n z e , anche quando queste raggiun- gevano numeri consistenti. Il punto è che forse è la sto- r i a a m e r i c a n a c h e s i d e v e riconciliare con le sue compo- nenti etniche e anche le comu- nità dovrebbero tornare a riflet- tere sul passato. Un passato di immigrazione da regolarizzare nella Storia Continua da pagina 1 Due vite dedicate all'arte con lo stesso nome e cognome: Robert De Niro i n t e r p r e t a z i o n e a l f i a n c o d i Jennifer Lawrence e Bradley Cooper nella commedia roman- Il ritratto di famiglia in "Remembering the Artist, Robert De Niro, Sr" prodotto dalla Hbo, c'è la New York degli anni '40 e '50, i suoi fermenti culturali e quell'atmo- Artista di qualità, ma poca fama

Articles in this issue

Links on this page

Archives of this issue

view archives of L'Italo-Americano - italoamericano-digital-11-27-2014