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GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2014 www.italoamericano.com L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | 19 Architetto milanese realizza letorri più uniche al mondo nella sua città: è il 'Bosco Verticale' Il grattacielo più bello del mondo? Non si trova né a Dubai, né a Singapore. E nemmeno a Hong Kong, bensì nel quartiere di Porta Nuova-Isola a Milano, a due passi dalla stazione ferrovia- ria di Porta Garibaldi. È il "Bosco Verticale", un complesso di due torri residenziali di 112 e 80 metri di altezza disegnate dal- l'architetto milanese Stefano Boeri. La sua peculiarità? Essere composto da oltre 8900 metri quadri di terrazze, sulle quali sono state piantati più di 800 alberi che vanno dai tre ai nove metri di altezza (500 alberi nella prima torre e 300 nella seconda), 11 mila perenni e 5 mila arbusti, per un totale di oltre 100 specie battendo l'edificio "De Rotterdam" disegnato da Rem Koolhaas, "One Central Park" di Sydney e "Renaissance Barcelona Fiera Hotel" progettati da Jean Nouvel, e il complesso cinese "Sliced Porosity Block" di Chengdu disegnato da Steven Holl. A Boeri, oltreché l'onore per il riconoscimento ottenuto, vanno poi una statuetta realizzata dall'artista tedesco Thomas Demand e un premio monetario di 50 mila euro da spartirsi con i disegnatori e i progettisti del suo studio. "Il premio che è stato asse- gnato al Bosco Verticale rappre- senta un riconoscimento all'inno- vazione nell'ambito dell'architet- tura. È' un invito - ha detto Boeri - a pensare all'architettura come un'anticipazione del futuro per ognuno di noi, non solo come l'affermazione di uno stile o di un linguaggio. Il Bosco Verticale è una nuova idea di grattacielo, in cui alberi e umani convivono. È il primo esempio al mondo di una torre che arricchisce di biodi- versità vegetale e faunistica la città che lo accoglie. Sono felice per Milano, per Expo, e ringrazio chi ha promosso e sostenuto il progetto, a partire da Hines Italia e dalle associazioni del quartiere differenti e 20 mila metri quadri di bosco nel pieno centro di Milano. A premiare il Bosco Verticale come il più bel gratta- cielo del mondo è stata la giuria dell'International Highrise Award 2014 (premio nato nel 2003 e riservato ad opere che raggiungano almeno i 100 metri di altezza), che ha assegnato al progetto di Boeri il riconosci- mento per il 2014. L'onorificenza viene asse- gnata ogni due anni e premia l'e- dificio che in sé combina mag- giormente sostenibilità ambienta- le, forma esterna, qualità degli spazi interni e ricadute sociali nel suo complesso. I due grattacieli milanesi erano in lizza con altri importanti realizzazioni interna- zionali, e in finale hanno vinto L'Ufficio del turismo italiano cambia casa a New York: così si risparmiano $300,000 l'anno ha conseguito il dottorato di ricerca in Urbanistica all'Università Iuav di Venezia nel 1989. Professore ordinario in Urban Design al Politecnico di Milano, è visiting professor in diverse università estere, tra cui NICOLA BUSCA Il doppio grattacielo è stato disegnato dall'architetto milanese Stefano Boeri La vista su piazza Rockefeller Center Isola". Boeri, 58 anni il 25 novembre, quest'anno ha sicuramente rice- vuto un bellissimo regalo di com- pleanno. Figlio del neurologo Renato Boeri e di Maria Cristina Mariani Dameno, (designer conosciuta come Cini Boeri), si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano nel 1980 e la Graduate School of Design di Harvard, il Berlage Institute di Rotterdam, il Politecnico di Losanna, lo Strelka di Mosca e l'Accademia di Architettura di Mendrisio in Svizzera. Anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, si è congratulato con l'architetto lombardo per il pre- mio ricevuto: "complimenti a Il Bosco verticale è stato selezionato dalla giuria biennale dell'International Highrise Award 2014 Stefano Boeri per il premio rice- vuto. Si tratta di un riconosci- mento che premia anche Milano, una città che coniuga la spinta al futuro con la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico esistente". I due grattacieli hanno 100 specie di piante per 20mila metri quadri verdi L ' E n i t d i N e w Y o r k C i t y , ovvero l'ente italiano del turi- smo, ha celebrato il trasferimen- to dei suoi uffici con un cocktail. Più che una celebrazione però si è trattato di un commiato per la perdita della vista che dava sulla piazza di Rockefeller Center, dove viene collocato il famoso albero di Natale. Infatti, il tema dell'invito che l'ente del turismo italiano ha i n v i a t o a g l i o s p i t i e r a : " E m o z i o n i i t a l i a n e p e r d i r e addio alle indimenticabili fine- stre sulla Rock". C o m u n q u e , i l C o n s o l e G e n e r a l e d ' I t a l i a N a t a l i a Quintavalle, ha puntualizzato ad un commosso direttore dell'Enit, Eugenio Magnani, che seppur l'ente perda una bella veduta, ne acquista un'altra altrettanto pre- stigiosa su Park Avenue, al terzo piano dell'edificio dell'Istituto Italiano di Cultura, al 686 Park Avenue, proprio di fianco al Consolato Generale. Un altro vantaggio è che con il trasloco, l'Ente che nel mondo ha il compito di promuovere il turismo nel Belpaese, risparmia u n a f f i t t o s t i m a t o a d o l t r e 300.000 dollari l'anno. D a p a r t e s u a , i l d i r e t t o r e Magnani ha ricordato che l'Enit si trova nello stesso edificio del Rockefeller Center sin dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e che a quei tempi vari enti ita- liani ne utilizzavano tutto il pianterreno, oggi occupato da un negozio. DOM SERAFINI
