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GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2014 www.italoamericano.com 21 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | LAURA ROSSI Chiunque visiti Milano si accorgerà che non è una città che si protende verso l'alto. Lo s k y l i n e m e n e g h i n o t e n d e a d essere più orizzontale che verti- cale, nonostante ultimamente vi sia stato un'implementazione del vettore verticale che ha decisa- mente cambiato l'assetto della città. Per chi ci vive sembra tutto normale: zone di palazzi d'epoca che hanno una media di cinque o sei piani, zone di palazzi che variano dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, con una media di otto piani e poi qualche gratta- Gli ultimi anni putroppo l'a- rea era degradata ed era diventa- to pericoloso frequentare il luna park urbano. Fu così abbattuto e furono progettati questi gratta- cieli fra cui quello a diamante che hanno cambiato l'assetto cit- tadino. Nonostante si sia persa un'area ludica si è decisamente riqualificata tutta una zona. Lo stesso quartiere isola alle spalle dei grattacieli di zona Garibaldi sta vivendo una rina- scita. Il quartiere era isolato e in degrado: attualmente, pur man- tenendo il sapore tradizionale, le case della vecchia Milano, si sta riqualificando come quartiere in: Uno dei momenti di rinascita d e l l a c i t t à f u s i c u r a m e n t e i l secondo dopoguerra. Milano era stata bombardata e molte zone erano state rase completamente al suolo. Negli anni che andaro- no dal 1945 al 1950 ci fu un'in- tensa attività edilizia che portò alla ricostruzione con un feno- m e n o c h e c r e b b e m o l t o e f u quello della costruzione di edifi- ci residenziali popolari o addirit- tur quartieri che potessero essere autosufficienti: fu progettato su questo modello il quartiete QT8 che oggi è un quartiere residen- ziale e non ha alcuna reale forma di attrazione turistica. Oltre a questa ricostruzione della città, se avete accesso ai p r o g e t t i d e g l i a r c h i t e t t i d e l tempo, rimarrete stupiti da quan- to potessero essere futuristici e fossero innovative alcune idee. Si pensava di costruire un centro direzionale che si sarebbe svi- luppato tra la stazione Centrale e la stazione Garibaldi. In realtà i due emblematici grattacieli che furono realizzati rimasero isolati e questo proget- to è stato ripreso solo adesso creando una vera e propria area direzionale che però va a questo punto ad aggiungersi a molte altre aree direzionali un po' più d e c e n t r a t e e p e r i f e r i c h e c h e costellano il territorio meneghi- no. Giusto per ricordarne qual- c u n a : C e n t r o d i r e z i o n a l e Colleoni, l'area di Assago, di Agrate Brianza e via dicendo. Questi due grattacieli furono la torre Gakfa e il Grattacielo Pirelli che per anni sono rimasti il simbolo di una città che aveva tutte le intenzioni di crescere non solo a livello orizzontale ma anche verticale. Che la crescita orizzontale sia stata attiva è innegabile. Molte aree che ades- so sono quartieri di Milano spes- so collegati anche dalle metro- politane, ampliano l'originale diametro di una Milano in cre- scita! In pratica verso gli anni 50 si è avuto uno sviluppo sia oriz- zontale che verticale, poi uno sviluppo orizzontale e adesso un nuovo sviluppo verticale che sta trasformando decisamente lo skyline della città. I milanesi stessi ogni tanto guardano all'orizzonte e ammet- dell'artigiano o lo studio del pit- tore, dove spesso la struttura è quella delle case di ringhiera che vengono oggi recuperate. I primi grandi progetti di una Milano verticale risalgono ai primi anni del Novecento quan- do furono costruite le avveniri- stiche torri di Piazza Piemonte. M o l t i n o n s a n n o c h e a n c h e Milano ha le sue torri gemelle: svettavano solitarie nel 1923 in una zona allora periferica ed oggi al confine con il centro di Milano, e diventata una delle zone di lusso per viverci. Negli anni Venti si sviluppa- r o n o m o l t i p r o g e t t i s u u n a Milano con uno sviluppo verti- Con lo sviluppo urbanistico successivo alla II Guerra Mondiale si vide una profonda trasformazione di Milano Modellino della città futura in cui si tornano a progettare sviluppi in altezza Milano, città che cresce in verticale tra la sorpresa generale tono: come è cambiata Milano. Lo sviluppo verticale che a d e s s o s i t a s v i l u p p a n d o è comunque atto al recupero di aree: lo sono esempi palesi l'ex area fiera vecchia dove sta sor- gendo il nuovo quartiere City l i f e e l ' e x a r e a V a r e s i n e / Garibaldi. Di fianco agli svettan- ti grattacieli con pareti a spec- chio che riflettono il sole delle giornate fredde e i tramonti si affiancano ancora le case d'epo- ca, palazzi eleganti con sculture agli ingressi e meravigliosi giar- dini nascosti sì perché parte della bellezza di questi palazzi, soprattutto in centro, è nascosta a l s u o i n t e r n o . O s s e r v a n d o Milano dall'alto si vedono que- ste macchie di verde circondate dalle case d'epoca. Inaccessibili ai molti, ma godibili dai pochi. Poi ci sono le case d'epoca più tradizionali e popolari, quel- le con cortili più modesti nel cui cortile si affaccia la bottega cale. Perché viene da domandar- ci? Principalmente perché era un momento di migrazioni. Molti si s p o s t a v a n o d a l l ' I t a l i a a l l ' A m e r i c a a l l a r i c e r c a d e l sogno americano e molti altri si s p o s t a v a n o d a l l a c a m p a g n a verso la città e Milano poteva, n e l l e c a r t o l i n e s p e d i t e d a i migranti, avvicinarsi maggior- mente alla ricerca del mito ame- ricano in Italia. Per questo la città avrebbe d o v u t o s v i l u p p a r s i a n c h e i n altezza e non solo orizzontal- m e n t e . L a s t e s s a i d e a f u p o i ripresa durante la seconda fase di spostamento verso la città negli anni '50 ed anche qui apparvero i grattacieli e i progetti ad esso r e l a t i v i . O g g i ? N u o v a m e n t e Milano si ridisegna perché ha bisogno di dare un restyling al suo look e sottolineare maggior- mente l'idea di città internazio- nale, bacino della moda, fulcro del business di cui tanto si vanta. Cantieri edili in una Milano che cambia skyline e aspetta l'Expo 2015 cielo che svetta alto e sembra creare un diversivo alla macchia orizzontale. Q u a n d o h a n n o d e c i s o d i costruire un grattacielo di cin- quanta piani in zona City life, quella zona che da essere la vec- chia fiera di Milano sta diven- tando un avveniristico quartiere tra il residenziale e il business, alcuni milanesi hanno guardato con aria stranita il progetto. Cinquanta piani? Come si può realizzare un palazzo così alto? Ovviamente chi ha visto o vive nelle città asiatiche o in metropoli americane sorriderà di fronte al nostro stupore per un progetto di grattacielo di 50 piani! Lo abbiamo osservato cre- scere ed è quasi terminato. Un primato per la Milano abituata ad avere palazzi ben più bassi! Ovviamente nel corso degli anni una città cambia e si evolve in base alle esigenze e da qual- che anno Milano è impegnata in progetti di riqualificazione di zone che prima erano dismesse. Uno degli esempi più palesi è sicuramente l'ex area Varesine, in zona Garibaldi. Vent'anni fa al posto dei grattacieli e della passeggiata sopraelevata che si percorre oggi, vi era un luna park urbano (in parte si è sposta- to all'idroscalo formando una vera e porpria area ludica con ogni sorta di fast food). La domenica si andava alle Varesine per passare una giorna- ta in allegria e portare i bambini. r i s t o r a n t i c h i c , e t n i c i , l o c a l i trendy e tutto quello che è novità sta nascendo per giorno e notte in un quartiere che da poco è attraversato dalla nuova linea lilla della metropolitana. Un'interessante mostra aperta in questo momento e con ingres- so gratuito, spiega con esattezza come Milano sia cresciuta sia verticalmente che orizzontal- mente: la città meneghina non si è preclusa alcuna possibilità! La mostra si intitola "Grattanuvole. U n s e c o l o d i g r a t t a c i e l i a Milano" sottolinea le grandi tra- sformazioni che hanno interessa- to l'assetto architettonico ed urbano (visitabile gratuitamente fino al 6 Dicembre 2014 alla Fondazione Riccardo Catarella. Niente più luna park urbano, ma quartieri residenziali
