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GIOVEDÌ 16 APRILE 2015 www.italoamericano.org 20 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Il salotto di Roma vi aspetta: una carrozza fatata vi porterà a Piazza Navona Avete mai sognato di vivere qualche ora dentro una favola? Di fare un giro con Cenerentola sulla sua carrozza fatata? Si può f a r e ! C h i u d e n d o g l i o c c h i e usando la fantasia, passando una giornata a Disneyland, o...pas- s e g g i a n d o i n c a r r o z z e l l a a Roma, a Piazza Navona! Questa piazza sembra il set di una favola. La raffinata prezio- sità delle fontane, l'eleganza delle forme architettoniche in perfetta armonia con gli spazi aperti, vi immergeranno in uno stato di assoluto benessere, quel- lo che si può provare solo quan- do i vostri sensi sono all'unisono inebriati e soddisfatti dalla bel- lezza, proprio come quando leg- gevate le favole, perfette, incre- dibili, appaganti. Questa spetta- colare piazza barocca, al centro di Roma, ha una lunga storia. tredicenne Agnese, figlia di una famiglia dell'aristocrazia roma- na, convertita al Cristianesimo. A partire dal Quattrocento la zona intorno alla piazza comin- ciò a svilupparsi. Sorsero fonta- ne e abbeveratoi per gli animali, chiese, ospedali, palazzi nobi- liari, e un dedalo di vicoli che terminando il loro angusto per- corso nella piazza, vi guidano, ancora oggi, fino a questo spa- zio aperto, così vasto e inaspet- t a t o d a l a s c i a v i s e n z a f i a t o all'improvviso. Nella seconda metà del XV secolo, il mercato che prima si teneva al Campidoglio, venne spostato nella piazza, che diven- ne estremamente vitale e gioio- sa. Ma la Piazza Navona che d e l i z i a i n o s t r i o c c h i o g g i è quella che ci hanno lasciato i grandi artisti del periodo baroc- co. Così, sulla sua pianta ovale brasiliana in Italia. La ricostruzione della chiesa di Sant'Agnese venne affidata prima a Carlo Rainaldi, al quale seguì Francesco Borromini. Alla f i n e d e i l a v o r i , l a c h i e s a d i Sant'Agnese con la facciata bor- r o min ian a cu r v ilin ea r iv o lta sulla piazza, diventò di fatto la cappella privata dei Pamphilj. A Gian Lorenzo Bernini fu invece affidata la decorazione delle fontane cinquecentesche, allora montata dalla riproduzione di un obelisco egiziano, sulla cui som- mità venne installata una colom- ba di bronzo, simbolo di Papa Innocenzo X. Le quattro statue che stanno intorno a una roccia massiccia rappresentano i quat- tro angoli del mondo. Il Danubio p e r l ' E u r o p a , I l N i l o p e r L'Africa, Il Rio della Plata per il sud America, e il Gange per L'Asia. Nel lato sud della Piazza, s o t t o i b a l c o n i d i p a l a z z o Pamphilj, zampilla l'acqua dalla fontana del Moro, scolpita da Giacomo della Porta nel 1576 e abbellita dal Bernini nel 1653. L'artista inserì il busto di un etiope che accarezza un delfino, dando così il nome alla fontana. Nella zona a nord della Piazza, la Fontana del Nettuno, anch'es- s a p r o g e t t a t a , n e l 1 5 7 6 d a Giacomo della Porta e completa- ta dal Bernini propone la simpa- tica scena del dio Nettuno che lotta contro una piovra, circon- dato dalle Nereidi e dai Tritoni questi ultimi aggiunti addirittura nel diciannovesimo secolo. Il nome Navona deriverebbe da giochi agognali, quelli che si t e n e v a n o n e l l o s t a d i o d i Domiziano, ma forse dall'usanza di allagare il fondo cavo della Giovanni Paolo Pannini, 1756 (Ph. courtesy Roberto Frustieri, Museo dello Stadio di Diocleziano) La famosa piazza romana è stata costruita in stile monumentale per volere di Papa Innocenzo X (Ph. Marco Lassalaz) SABINA BRODOLINI t o p e r r i n s a l d a r e l a f e d e n e l dogma della Chiesa, che aveva dovuto affrontare l'esplosione della riforma luterana con i cam- biamenti al livello sociale, poli- tico e culturale che ne consegui- r o n o i n t u t t a E u r o p a . R o m a , come in realtà fu sempre, diven- ne ancor di più un cantiere a cielo aperto. In ogni angolo sor- gevano chiese, palazzi, piazze e quant'altro potesse rappresentare una nuova immagine della città, capace di affermare la sua asso- luta unicità e santità. Piazza Navona fu largamente investita da questo fermento ed è a Giuseppe Battista Pamphilj, incoronato Papa Innocenzo X nel 1644, che si deve il merito di tanta operosità e bellezza. Dopo la demolizione di alcu- ni isolati per il riassetto dell'a- rea, iniziò l'aggiudicazione per le commesse dei lavori, e in que- sta fase, un ruolo di rilievo l'eb- be la potente Donna Olimpia Maidalchini, detta la Pimpaccia, influente e intrigante cognata di Papa Innocenzo X. Si iniziò con l a r i c o s t r u z i o n e d i P a l a z z o Pamphilj, residenza del Papa, affidata a Girolamo Rainaldi affiancato dal giovane Francese Borromini. Il palazzo, che venne ampliato dopo l'acquisto di case adiacenti, ora dominava la piaz- za e all'interno divenne straordi- nariamente sontuoso, grazie alle decorazioni della galleria ad opera di Pietro da Cortona. Dal 1960, il palazzo è la pre- stigiosa sede dell'ambasciata Sorse sui resti dello Stadio di Domiziano, che l'imperatore fece costruire e inaugurò nell'86 d.C.. Piazza Navona ne ricalca la forma ovale e le dimensioni. Lo stadio era lungo 276 metri e largo 106, poteva ospitare fino a 30.000 spettatori. Era costruito in laterizio rivestito di stucco colorato, la facciata e i pilastri interni erano in travertino, la pista era in terra battuta. Era uti- lizzato per gare ginniche struttu- rate sul ciclo olimpico greco di atletica leggera, atletica pesante, oltre alle gare riunite nel pen- tathlon. Vicino allo stadio, un Odeon, dove si svolgevano gare di poe- sia e prestazioni musicali, con- tribuiva a realizzare un vero e proprio importante complesso sportivo-culturale. D o p o c h e i l C o l o s s e o f u devastato da un grande incendio n e l 2 1 7 d . C . , l o S t a d i o Domiziano fu usato per moltis- simi anni per i combattimenti dei gladiatori, ma nei secoli suc- cessivi, come la maggior parte delle opere monumentali del- l'antica Roma, venne depredato dei suoi materiali per costruire le nuove case e ville romane. Nel 304 d.C fu eretta la chiesa di Sant'Agnese in Agone che si trova, secondo la leggenda, sul luogo in cui, fu martirizzata la al centro si erge l'obelisco della magnifica fontana dei Quattro Fiumi, alla sua sinistra, la chiesa di Sant'Agnese, nel margine sud d e l l a P i a z z a l a F o n t a n a d e l Moro e il Palazzo Pamphilj e nella parte nord, la Fontana di Nettuno. Tutte opere di straordi- naria bellezza, che rappresenta- no la maestria di grandi artisti del '600. Roma più che mai, in quel periodo rappresentò il cen- t r o d e l l a C h i e s a C a t t o l i c a . L'arte barocca riusciva a toccare direttamente gli animi attraverso forme grandiose e monumentali. Divenne lo strumento perfet- piazza, con la gioia e il refrigerio del popolo, cosa che si fece fino all'Ottocento, in ricordo delle antiche battaglie navali che si tenevano nello stadio romano, che per l'occasione diventava una grande piscina. Ma nel 1870, Piazza Navona venne pavimentata con i "sam- pietrini" e, dopo ulteriori modifi- che, divenne convessa anziché concava, impedendo quindi il ripristino del "lago". Questo meraviglioso esempio d'arte barocca, sensuale e raffi- nato, fu un polo d'attrazione per le genti di Roma e i suoi visitato- ri per secoli. Oggi la piazza vi avvolge nelle sue spire fatte di morbida bellezza, che vi invitano a rallentare, a soffermarvi per lasciarvi rapire dalle melodie che emanano i getti delle fontane, illuminate da una luce soporifera che non si sa bene da quale parte provenga. Tutto sembra fatto di cristallo, perfetto, trasparente e fragile, proprio come la scarpetta di Cenerentola. ribattezzate Fontana dei Fiumi e del Moro. Il Bernini fu maestro del Borromini, fra loro presto scoppiarono rivalità, fonte di simpatiche leggende metropoli- tane dell'epoca. La monumenta- le Fontana dei Quattro Fiumi, spicca al cento della piazza, sor- Piazza Navona con l'obelisco e la fontana dei Quattro Fiumi Modellino dello Stadio Domiziano su cui è stata costruita la piazza (Ph. courtesy Roberto Frustieri, Museo dello Stadio di Diocleziano)
