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GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2015 www.italoamericano.org 36 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Elena Ferrante: la penna che… Strega ma non ha volto Quest'anno il Premio Strega, una delle più famose kermesse letterarie d'Italia, ha una novità: per la prima volta possono parte- ciparvi anche le piccole case editrici. La proposta di cambia- mento nasce da una provocazio- ne di Roberto Saviano, autore di "Gomorra", e gotha del pensiero n a p o l e t a n o c h e s i o p p o n e a l malaffare: l'ultimo libro della quadrilogia di Elena Ferrante, "Storia della bambina perduta", pubblicato da E/O Editori, e per questo, in precedenza, escluso dalla competizione, sarà que- st'anno nel gruppo dei dodici finalisti. Elena Ferrante, autrice senza volto della saga L'amica genia- le, ambientata a Napoli, e di altri celebri romanzi, pur con qualche perplessità, si è detta subito pronta ad accogliere la proposta, affidando le sue dichiarazioni alle pagine del quotidiano La Repubblica, come da sempre accade, in interviste dedicate e misteriose. Perché, com'è noto, l a F e r r a n t e è u n n o m e , e u n enigma: nessuno sa chi sia. C'è persino chi ritiene, più a Napoli che altrove, che buona p a r t e d e l s u c c e s s o d e i s u o i romanzi dipenda proprio dal mistero che ne avvolge l'iden- tità. Ma lei, la Ferrante, l'Elena, omonima dell'alter ego narrante nella saga di Lila e Lenù, non se ne cura troppo. Forte del suo successo, soprattutto internazio- nale, dichiara: "I miei libri, quando non sono rimasti nello spazio privatissimo del cassetto, p o s s o n o a n d a r e d o v u n q u e l i vogliano i lettori, l'essenziale è che io non debba andare con loro. Non li porto al guinzaglio, e al guinzaglio non mi lascio portare. Ci siamo separati defi- nitivamente con la pubblicazio- ne. E pubblicandoli ho consenti- to ad esporli al mondo nel bene e nel male". Poi, ringraziando Roberto Saviano dell'invito, aggiunge: "Stimo te e i tuoi libri, sono contenta che tu abbia letto uno dei miei e che voglia schierarlo in una minuscola bat- taglia culturale, ma è inutile chiedermi il permesso. Tu giu- stamente non parli né di cinqui- na né di vittoria, ma di 'spari- gliare le carte', espressione da tavolo da gioco che mi attrae". E l e s p a r i g l i a l e c a r t e , l a Ferrante, anche nell'ultimo e intenso romanzo de "L'amica geniale", che qualcuno ha volu- to definire una soap opera. Qualcuno che forse ha letto solo le trame in quarta di coper- tina e si è fermato ai turbamenti erotici della protagonista, si è lasciato un po' alle spalle la nar- razione storico-politica di un lustro: cinquant'anni di storia di un'Italia in cui la vicenda di Elena Greco assume e riassume i dolori di Napoli, i conflitti, le speranze e le acquisizioni di chi fugge e di chi resta, dalle lotte operaie al femminismo, dagli attentati delle Brigate Rosse al terremoto dell'80 in Irpinia, agli scempi della ricostruzione, dal voto di scambio alla corruzione dilagante nel Parlamento italia- no. Quando Elena Greco, la voce narrante de "L'amica geniale" inizia a raccontare, Lila, l'amica di sempre, è scomparsa, rimuo- v e n d o o g n i s u a t r a c c i a d a l mondo. E la narrazione si inne- sca come un dispetto, un rifiuto a questa scomparsa incompresa. "Ecco cosa mi aveva fatto: mi aveva ingannato, mi aveva tra- scinata dove voleva lei, fin dal- l'inizio della nostra amicizia. Per tutta la vita aveva raccontato una sua storia di riscatto, usando il mio corpo vivo e la mia esi- stenza. O forse no…". Il lettore resta nel dubbio. Lo stesso dubbio che avvolge la p e n n a d e l l a F e r r a n t e , s a l v o accettare la verità, secondo cui, "la scrittrice che fa impazzire i l e t t e r a t i d i N e w Y o r k è l a 62enne traduttrice napoletana Anita Raja, curatrice della colla- na E/O in cui apparve il primo romanzo della Ferrante stessa, nonché consorte dello scrittore Domenico Starnone". Almeno secondo il sito Dagospia. Libro di successo internazionale coraggiose. È in libreria l'ultima fatica di donne produttrici di vino del nostro Paese, intraprendenti e Sveva Casati Modignani, autrice amatissima della narrativa con- temporanea: i suoi libri sono stati tradotti in più di venti Paesi. E, leggendo "La vigna di Angelica" si capisce perché. La protagonista riesce, alme- no apparentemente, a tenere insieme il lavoro, l'amore e la famiglia. Vive nella bellissima villa di famiglia, circondata da vigne meravigliose, vasti posse- dimenti e domestici fedeli. Ma, come spesso accade, la perfezio- ne si incrina. Comincia a ricevere messaggi anonimi, che la informano che il marito ha un'amante. Anche una donna forte come lei può cedere, e una sera, mentre è in sella alla sua moto, il casco si annebbia dal pianto e Angelica non si accorge che l'auto davanti a lei sta fre- nando. L'incidente è inevitabile. Ma l'angelo custode che la salva è Tancredi D'Azaro, star della cucina internazionale, charmant, colto e ombroso. Forse la possi- bilità di cambiare è vicina. Un ritratto raffinato di una donna contemporanea e forte: di 'La vigna di Angelica' fa amare due eccellenze italiane: il vino e il cibo La copertina di "Storia di una bambina perduta" di Elena Ferrante una donna che si mette le scarpe col tacco, ma va in motocicletta, che sa scegliere, piena di sogni ma ancorata alla terra. Una pro- tagonista che ci porta nel mondo delle due eccellenze italiane: il vino e il cibo. Non per niente, racconta l'autrice, per scrivere ha tenuto lunghe conversazioni con chi di cucina e vini se ne intende: Pia Donati Berlucchi, Cesare F errari, M as s imo Bottura, Gualtiero Marchesi e Antonino Cannavacciuolo. L'ultimo romanzo è una lettu- ra incalzante, affas cinante e avvincente: un inno alla forza delle donne, alla capacità tutta femminile di risorgere sempre e di essere d'ispirazione. Una grandiosa epopea fami- liare in cui tutti s i pos s ono rispecchiare. Sveva Casati Modignani è una delle firme più amate della narrativa contemporanea: i suoi romanzi hanno venduto oltre dieci milioni di copie. L'autrice vive a Milano nella stessa casa dove è nata e che apparteneva a sua nonna. La scrittrice milanese Sveva Casati Modigniani OLGA CIRILLO "Tu mi suggerisci di riflettere ma non riuscirei mai a tenere in piedi il mio matrimonio per il quieto vivere. Non posso e non voglio ingannare me stessa e gli altri. Ho solo trentacinque anni e ho diritto di avere un uomo che ami s olamente me, e me lo dimostri ogni giorno. Non sono disposta a tollerare l'inganno". Lunghi filari di viti si adagia- no s ui morbidi pendii di Borgofranco. Da due secoli la famiglia Brugliani è proprietaria di quell'antico borgo e di quelle vigne, curate con pazienza per trarne vini pregiati e inimitabili. A trentacinque anni, Angelica è l'erede della tradizione e del patrimonio famigliare. Madre, moglie, imprenditrice di succes- so: tutto sembra perfetto nella sua vita. Solo lei sa che dietro quella facciata si nasconde una zona d'ombra, fatta di menzogne del marito e di sogni infranti. "La vigna di Angelica" è la storia avvincente di una famiglia e di una tradizione millenaria, il ritratto di una protagonista affa- scinante in cui rivivono le tante
