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GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2015 www.italoamericano.org 34 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Il Museo Archeologico di Firenze accoglie lo straordinario 'Mondo che non c'era' Agli inizi del XVI secolo l'Europa viene scossa da una scoperta epocale: le Indie. "Il mondo che non c'era". Un even- to che scardina la visione cultu- rale del tradizionale asse Roma - G r e c i a – O r i e n t e . F u l a p i ù profonda rivoluzione culturale, sociale, economica, storica, geo- politica: l'incontro con un nuovo continente, sostiene l'antropolo- go Claude Lévi-Strauss, è l'e- vento forse più importante nella storia dell'umanità. Alle tante e diverse civiltà precolombiane che avevano pro- sperato per migliaia di anni in q u e l l a t e r r a t a n t o l o n t a n a dall'Europa è dedicata la spetta- c o l a r e m o s t r a c h e s i t e r r à a Firenze, dal 19 settembre al 6 m a r z o 2 0 1 6 a l M u s e o Archeologico Nazionale, con un corpus di capolavori - quasi tutti mai visti prima d'ora - espres- sione delle grandi civiltà della cosiddetta Mesoamerica (gran parte del Messico, Guatemala, Belize, una parte dell'Honduras e del Salvador) e delle Ande (Panama, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia, fino a Cile e Argentina): dagli Olmechi ai Maya, agli Aztechi; dalla cultura Chavin, a quelle Tiahuanaco e Moche, fino agli Inca. Fu un fiorentino del resto, Amerigo Vespucci, a compren- d e r e p e r p r i m o c h e l e t e r r e i n c o n t r a t e d a C r i s t o f o r o Colombo nel 1492 non erano i s o l e i n d i a n e a l l a r g o d e l Cipango (Giappone) e neppure le ricercate porte dell'Eden, ma un "Mundus Novus", un nuovo continente che pochi anni dopo alcuni geografi che lavoravano a Saint-Denis des Voges vollero c h i a m a r e i n s u o o n o r e "America". I Medici, signori di Firenze, risultarono i primi governanti europei a decidere di preservare nelle loro collezioni alcuni degli affascinanti e spesso enigmatici- manufatti arrivati dalle "Indie" come quelli dei Taino - gli indi- geni incontrati da Colombo - che i conquistatores avevano portato in Europa. Tra i primi a considerare quegli oggetti vere opere d'arte fu Albert Dürer che, di fronte ai regali di Montezuma a Cortes, giunti a Bruxelles nel 1520, scrisse: "Queste cose son più belle che delle meraviglie [...] Nella mia vita non ho mai visto cose che mi riempissero di gioia come questi oggetti". Promossa dal Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana- Museo Archeologico Nazionale, prodotta con atto di mecenati- s m o d a L i g a b u e S p A , c o n i l p a t r o c i n i o d e l l a R e g i o n e T o s c a n a e d e l C o m u n e d i Firenze, la mostra presenterà pezzi eccezionali e unici appar- tenuti proprio alle collezioni medicee, così come opere pre- ziose del Musée du Quai Branly di Parigi e di prestigiose colle- zioni internazionali. Ma il nucleo centrale sarà costituito da una vasta selezione di opere delle antiche culture Americane – mai esposte prima d ' o r a – a p p a r t e n e n t i a l l a 40 anni fa dal padre Giancarlo: paleontologo, studioso di archeo- logia e antropologia, esploratore, Maya d'epoca classica, prezio- sissime fonti d'informazione, con le loro decorazioni e iscri- zioni, sulla civiltà e sulla scrittu- ra Maya. I l v i a g g i o , e s t r e m a m e n t e affascinante, nel cuore delle civiltà Mesoamericane prenderà dunque il via dalle testimonian- ze delle cultura Tlalica e Olmeca (dal 1200 al 400 circa a.C.), con esempi di quelle figurine antro- pomorfe di ceramica cava pro- venienti da necropoli, per lo più rappresentazioni femminili, con un evidente deformazione crani- ca, elaborate acconciature e il corpo appena abbozzato, che tanto affascinarono anche i pit- tori Diego Rivera, la moglie Frida Kahlo e diversi surrealisti. La cultura Olmeca si diffuse attraverso tutta la Mesoamerica fino alla Costa Rica, compresa l a r e g i o n e d i G u e r r e r o (Xochipala) famosa per le statui- ne di donne nude, giocatori della palla, coppie o danzatori dai corpi modellati e realistici e, in genere, per la produzione lapi- dea (tra il 500 a.C e il 500 d.C.), che si svilupperà anche nella cosiddetta scultura Mezcala. Una manifestazione artistica tanto enigmatica nella sua sem- plicità quanto misteriosa nelle origini, al punto che ne restarono profondamente suggestionati anche André Breton, Paul Eluard e lo scultore Henry Moore, artisti che diventarono anche collezio- nisti di quelle figure di pietra. Tra il 300 a.C e il 250 d.C. l ' O c c i d e n t e d e l M e s s i c o s i distinse per la realizzazione di tombe a pozzo collocate sotto le abitazioni. Il viatico funebre di queste tombe, formato da cera- miche a forma di granchio, cane, armadillo, rospo, è eccezionale e offre importanti informazioni sulla vita quotidiana e la religio- ne. Tra le varie culture associate a q u e s t a r e g i o n e , q u e l l a d i Chupicuaro (il cui apogeo si situa tra il 400 e il 100 a.C.) è conosciuta per le statuette poli- crome di ceramica cava, delle quali sono in mostra alcuni note- voli esemplari, come la Grande Venere con la mani congiunte sul ventre, la testa deformata e g l i o c c h i a p e r t i a m a n d o r l a appartenuta alla collezione Guy J o u s s e m e t e o r a i n q u e l l a Ligabue. Venere della Cultura Chupìcuaro-Messico (400-100 a.C.) e Statuetta femmi- nile della Cultura Xochipala, Messico (900-600 a.C.) Collezione Ligabue imprenditore illuminato, appas- sionato collezionista. Oltre ad aver organizzato più di 130 spedizioni in tutti i conti- nenti, partecipando personal- mente agli scavi e alle esplora- zioni - con ritrovamenti memo- rabili conservati ora nelle colle- zioni museali dei diversi paesi - Giancarlo Ligabue ha dato vita negli anni a un'importante colle- zione d'oggetti d'arte, prove- nienti da moltissime culture. Una parte di questa collezio- ne sarà il cuore della mostra, curata da Jacques Blazy (tra i membri del comitato scientifico, André Delpuech capo conserva- tore al Quai Branly e l'archeolo- g o p e r u v i a n o F e d e r i c o Kauffmann Doig) specialista delle arti pre-ispaniche della Mesoamerica e dell'America del Sud. Un'esposizione straordina- ria che consentirà di scoprire, attraverso oltre 120 opere d'arte, le società, i miti, le divinità, i giochi, le scritture, le capacità t e c n i c h e e a r t i s t i c h e d i q u e i popoli. Un vero evento, in particola- re, sarà poi la presenza di diver- s e m a s c h e r e i n p i e t r a d i Teotihucan, la più grande città d e l l a M e s o a m e r i c a , e d i u n nucleo preziosissimo di vasi Collezione Ligabue. A pochi mesi dalla sua scom- parsa, questa mostra vuole esse- re infatti anche un omaggio alla f i g u r a d i G i a n c a r l o L i g a b u e (1931- 2015) da parte del figlio Inti, che continua l'impegno nella ricerca culturale e scientifi- ca e nella divulgazione, attraver- so il Centro Studi fondato oltre Maschera messicana della civiltà Teotihuacan, 450-650 dopo Cristo - Venezia, Collezione Ligabue NICOLETTA CURRADI Pendente a forma d'aquila della Cultura Tairona (800 - 1300 d.C.), Collana di perle di giada con pendente circolare della Cultura maya, Tessuto e copricapo della Cultura Nazca (200. A. C.) in piume di uccelli amazzonici Piatto tripode policromo con Danzatore della Cultura maya (Guatemala) realizzato verso il 600 d.C. Ceramica della Collezione Ligabue-Venezia Continua a pagina 35
