L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-26-2015

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GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE 2015 www.italoamericano.org 36 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | CULTURA ARTE LIBRI PERSONAGGI cuore, aveva intuito l'universalità del male: Cuore mio, devastato da mali senza fine, svegliati! c'è da lottare, ai nemici fa' guerra, faccia a faccia combattili, sta' duro! Non es altar ti s e vinci, s e perdi non chiuderti in casa a piangere: sii allegro, sii anche amaro ma sii sempre te stesso: tu lo sai sotto quale destino l'uomo lotta. Ma tutta questa negatività viene subito dimenticata dagli uomini, mentre solo il Cielo piange su quello che è il nostro mondo, su quello che noi scam- biamo per l'universo, per il tutto, mentre è in realtà, coem scrive Pascoli, solo 'un atomo opaco del Male': E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male! MYRICAE - E' una raccolta di liriche di argomento semplice e modesto, ispirata ai temi fami- liari e campestri. Il titolo ripren- de i versi iniziali della quarta egloga di Virgilio ("Muse di Sicilia, solleviamo il tono del canto. Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici") e il nome latino delle tamerici, piante che sono prese a simbolo di una poesia senza pretese, legata alle piccole cose quotidiane e agli affetti più intimi. Il titolo allude cioè ad una poesia volutamente dimessa. La prima edizione è del 1891 ma la raccolta crescerà nel tempo passando dalle 22 poesie della prima edizione alle 155 dell'ulti- ma. Con i Canti di Castelvecchio appartiene alle opere che la criti- ca letteraria considera la maggio- re espressione di Pascoli. Dai suoi lavori emerge una concezione intima e interiore del sentimento poetico, orientato alla valorizzazione del particolare e del quotidiano e al recupero di una dimensione infantile e quasi primitiva. D'altra parte, solo il poeta può esprimere la voce del "fanciullino" presente in ognuno: quest'idea consente a Pascoli di rivendicare per sé il ruolo, per certi vers i anacronis tico, di "poeta vate", e di ribadire l'utilità morale e civile della poesia. In Pascoli si riconosce spesso il punto di partenza del linguag- gio poetico del Novecento, poi- chè esprime nuove esigenze spi- rituali, sulla linea di tanti altri poeti e narratori italiani tra la fine dell' 800 e il primo Novecento. I mali del mondo e il rifugio familiare nella poesia di fine Ottocento di Pascoli E quando questa stagione è trascorsa, s ubito allor a è m eglio la morte che vivere. Molti mali giungono nell'ani- mo: a volte, il patrimonio si consuma, e seguono i dolo- rosi effetti della povertà; sente un altro la mancanza di figli, e con questo rimpianto scen- de all'Ade sotterra; un altro ha una malattia che spezza l'animo. Non v'è un uomo al quale Zeus non dia molti mali. " Q ues to atomo opaco del Male". Questa espressione che leggiamo nell'ultimo verso della poesia "X Agosto", presente nella raccolta 'Myricae' di Giovanni Pascoli (1855/1912) vuole manifestare tutta la legge- rezza e superficialità, cioè l'im- moralità, di un mondo che dimentica subito e facilmente le ingiustizie subite dai deboli. Tale riflessione scaturisce dal ricordo di una vicenda autobio- grafica del poeta e accademico di origini romagnole, figura emble- matica della letteratura italiana di fine Ottocento. Pascoli cita l'omicidio del padre Ruggero: stava facendo ritorno a casa da un viaggio di affari, quando venne freddato all'improvviso il 10 agosto 1867. Q ues ta morte, s enza alcuna ragione logica apparente e che resterà impunita, segnò tutta la vita del poeta a tal punto che nei suoi ultimi anni si recò ancora nei luoghi dell'attentato per tro- vare una spiegazione possibile a quanto accaduto. Probabilmente, secondo la critica, Ruggero Pascoli sarebbe stato ucciso per motivi politici, essendo passato dal partito di Mazzini a quello di Cavour e avendo rinnegando così ideali repubblicani e popolari. In questa famosissima poesia pubblicata per la prima volta ne Il Marzocco del 9 agosto 1896 e successivamente inserita nella quarta edizione di M yricae, viene impostato un parallelismo tra la sorte, apparentemente insi- gnificante, di una rondine e il destino subito dal padre. Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un inset- to: la cena dei suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lon- tano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; e restò negli aperti occhi un grido: por tava due b am bole in dono. Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addi- ta le bambole al cielo lontano. La rondine che viene uccisa mentre vola ansiosa con l'insetto nel becco verso i suoi piccoli che l'attendono nel nido, pigolando affamati, è collocata parallela- mente rispetto a Ruggero Pascoli che sta portando due bambole in dono (anche questo è un cibo, ma spirituale) alle sue bambine. Entrambi s ono innocenti ed entrambi lasciano un nido vuoto, privo per sempre della loro pre- senza. La famiglia per il Pascoli era importantissima, rappresentava un mondo a sè stante, chiuso, bastevole a se stesso, un'unità in viene letta non solo come un'in- giustizia contro un innocente ma come un oltraggio nei confronti della dimensione del 'sacro', del- l' intoccabile. Ed ecco che il dolore da particolare diventa uni- versale, il male non è dell'indivi- duo, ma di tutti. Non esiste nessun uomo, nes- sun essere vivente sulla Terra che possa dirsi immune dal male e dal dolore, come già aveva intuito Mimnermo, poeta lirico greco (VII/VI avanti Cristo), nella sua ben nota poesia "Come le foglie": LAURA BENATTI cui trovare rifugio e consolazione dai mali del mondo, un motivo per cui vivere e lottare. Di conse- guenza, la rottura di tale nucleo Breve vita ha il frutto della giovinezza, come la luce del sole che si irradia sulla terra. A n che il lirico greco A rchiloco (V III/V II avanti Cristo), nei suoi celeberrimi vers i dedicati al s uo s tes s o Giovanni Pascoli fotografato nella casa di campagna a Castelvecchio di Barga

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