L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-21-2016

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GIOVEDÌ 21 LUGLIO 2016 www.italoamericano.org 36 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO Spatari davanti al grande affresco tridimensionale del Sogno di Giacobbe FRANCESCA GRAZIANO A i bordi di una fiumara che scende sullo Ionio, rigoro- samente senza un filo d'acqua come spesso succede d'estate, Nicodemo Spatari detto Nik, ha costruito il suo personale Paradiso. MuSaBa è il nome del singolare Museo, per la maggior parte en plein air, che questo gigante buono, originario di un paese antico che si chiama Mammola, ha fortemente voluto in un contesto affascinante e dif- ficile. Siamo alle pendici setten- trionali dell'Aspromonte, magni- fico massiccio calabrese ai bordi dello Ionio. Mito e storia fanno a gara per affascinare chiunque attraversi questo estremo lembo d'Italia. Qui è tornato l'artista assieme alla moglie Hiske Maas per con- cretizzare un sogno. E non è un caso che sia proprio il Sogno di Giacobbe, l'opera a cui ha conse- gnato il suo messaggio più profondo e nelle cui figure abbia effigiato il volto suo e della com- pagna. Chiedere perché abbia scelto di raccontare la storia di Giacobbe significa far ritornare l'artista agli anni dell'infanzia. "Mia madre riceveva in casa un settimanale cattolico che con- teneva a fascicoli la Bibbia illu- strata di Gustave Dorè. Le immagini mi incantavano e impa- rai a memoria le parole". Fra tutte le storie lo colpirono la figura di Giobbe abbandonato da Dio e dagli uomini e quella di Giacobbe ossessionato dal suo doppio, il gemello, le due mogli, le due serve, le due patrie, le due terre. Sono uomini e donne del nostro tempo che raccontano la nostra storia, le figure effigiate da Spatari, leggeri bassorilievi volanti ritagliati su fogli di legno, silhouttes dipinte e poi applicate come rilievi sospesi nell'aria. Singolare e allusiva la dedica della Cappella: "Fantascientifica volta. È dedicata a Michelangelo astronauta della Sistina; a Campanella utopista della Città del Sole che come Nik e Hiske subirono la persecuzione dei loro tempi". Simboli e analogie, enigmi, misteri: se il monumentale "sogno di Giacobbe", 250 mq che si sviluppano su tutto il soffitto della chiesetta di Santa Barbara può essere considerato l'espres- sione massima della sua arte, la sua Cappella Sistina, tutto il com- plesso museale all'aperto costi- tuisce un grande sogno che Spatari ha realizzato e a cui non manca di aggiungere nuovi tas- selli. Al centro del complesso Art Hotel / foresteria, formato da 11 celle d'arte ognuna decorata con murales che vanno dalla protosto- ria all'arte contemporanea e futuristica, si erge L'Uomo che cammina, monumentale bronzo di 15 metri d'altezza, fra sugge- stioni da Alberto Giacometti ed il famosissimo prototipo etrusco Ombra della sera. Alla realizzazione del com- plesso hanno contribuito artisti internazionali intervenuti sul pae- saggio con opere site specific cercando di cogliere ognuno il genius loci, lo spirito del luogo. Ne citiamo alcuni: Jin Jong Chen di Taiwan, i giapponesi Shigeo Toya, Motaki Ozumi, Masafumi Maita, il cinese Hisiao Chin fra i primi sostenitori del Progetto Santa Barbara, l'austriaco Karl Heinz, l'italiano Pietro Gentili, lo svizzero Bruno Sutter, gli ameri- cani Stevi Kervin, Barbara Quinn, Mary Jane Moross, Gilles Giuntini, l'italo–america- no Italo Sganga (Lago 1932-La Jolla 2001) la cui opera Fireman 1984, in calcestruzzo dipinto, è posta davanti alla Cappella di Santa Barbara quasi a protegger- la dai fulmini e dalle fiamme di uomini e dei. Molto poco convenzionali la formazione artistica e la carriera di Nik Spatari, eclettico artista e storico dell'arte. Le sue innovati- ve tesi sulle origini storico-antro- pologiche della Calabria suscita- no polemiche, ma anche grande curiosità e attenzione da parte della critica più qualificata. Come la tesi, consegnata a "L'enigma delle arti esistite nella Calabria ultra mediterranea- Storia tangibile di opere archeo- logiche ed architettoniche dise- gnate dall'autore" edizioni MuSaBa, (Santa Barbara Art Fundation), o "Il transumante del post dinamismo-Sensi contempo- ranei in Calabria", MuSaBa 2007. Una tesi suffragata da un'ampia casistica a carattere antropologico-artistico, che, riscattandola da una marginalità storica fin troppo ben coltivata, verrebbe a porre la Calabria al centro della cultura indo-euro- pea; "piattaforma di popoli ed etnie incrociate con tutte le sue opere d'arte, all'avanguardia del Mediterraneo", che avrebbero influenzato Roma e la Grecia. Dopo un'infanzia trascorsa, sono gli anni del primo dopo- guerra, nei più impervi luoghi "grecanici" della Costa ionica, Bova, Roghudi, Africo vecchio, San Luca, in giro a disegnare e colorare al seguito del padre comandante dei Carabinieri, Nik Spatari entra in rapporto diretto con gli ambienti artistici dell'avanguardia. Che allora si riunivano a Parigi, attorno al geniale Cocteau, a Malraux, Le Corbusier. Negli anni parigini entra in contatto con Picasso, Sartre, Max Ernst, Burri, Rotella. "Divenni improvvisamente famoso per un fatto curioso – racconta Nik - il furto di una mia opera, una testa di Cristo tutta rossa, da parte di Jean Cocteau. La stampa ne parlò ed io divenni famoso da un giorno all'altro". Un vivace mix culturale di cui il giovane calabrese si impregna, pur rimanendo se stesso e con un grande sogno da realizzare nella sua terra d'origine, quella splen- dida realtà che oggi si chiama MuSaBa, ad appena 3 km dal piccolo centro di Mammola. Fra mito e storia nel museo di Spatari: arte che non ti aspetti in Calabria Il pittore, scultore e architetto calabrese Nik Spatari ha creato il Parco museo Santa Barbara a Mammola, sui resti di un monastero basiliano (Ph Musaba)

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