L'Italo-Americano

italoamericano-digital-9-21-2017

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GIOVEDÌ 21 SETTEMBRE 2017 www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | N ew York è la Grande Mela, Chicago è la città ventosa e Los Angeles è, come ci dice il suo stesso nome, la Città degli Angeli. Attraversato l'oceano e arrivati in Italia, natu- ralmente troverete Roma, la Città Eterna, e Venezia La Serenissima. Le città amano i soprannomi, in tutto il mondo, ma è del gusto italiano per le denomi- nazioni geografiche alternative, ciò di cui oggi chiacchiereremo un po'. Ebbene, non desta sorpresa che Roma sia chiamata "la Città Eterna", visto che la sua storia millenaria è testimone e memoria del fatto che Roma è proprio questo, senza tempo. E La Serenissima, la Venezia "più ser- ena", da dove viene quest'immag- ine? Ahimè, anche se la uso con- tinuamente quando scrivo della città, al di là del fatto che l'espres- sione risale ai tempi delle Repubbliche Marinare, non sape- vo nulla della sua origine. Cominciamo da Venezia, allo- ra. Quando governava sui mari e le terre dell'Est, la meravigliosa Venezia era governata dal Doge, un uomo che amava grandi epiteti come tutti gli altri re: lui era il Serenissimo, non la sua città, che tale divenne solo per estensione e associazione a lui. Il tempo e la storia, però, hanno restituito a Venezia una certa giustizia: non credo che molte persone al di fuori dell'Italia, o anche in Italia, in realtà, sappiano oggi chi fosse il Doge, ma il mondo intero sa certamente che Venezia è "la Serenissima". Penso sia curioso che un nome che la città ha guadagnato in tal modo rispecchi così bene la sua natura: perché cosa è Venezia, se non l'immagine di una elegante, magnificente serenità? Ora, nel suo periodo d'oro, Venezia era anche conosciuta come La Dominante e La Regina dell'Adriatico, probabilmente per infastidire un po' la sua più fiera rivale, Genova (in poche parole, era qualcosa in più rispetto ad essa), ma Serenissima è proprio il modo in cui ancora oggi ci piace chiamarla. Genova, abbiamo detto: beh, Genova ha uno dei miei sopran- nomi preferiti, La Superba, l'arro- gante. A differenza di Venezia con La Serenissima, la capitale ligure ha guadagnato il suo titolo più caro a causa del suo dominio sui mari occidentali e le rotte commerciali, non perché questo titolo era stato dato al suo gover- natore. Era potente, orgogliosa e ricca: ora, l'arroganza è di solito un tratto abbastanza comune in coloro che hanno una tale person- alità, vero? Spostandosi non troppo lon- tano da Genova, lasciandosi alle spalle i mari blu zaffiro mentre visivamente si dà il benvenuto all'abbraccio materno delle Alpi, incontrerete la mia cara Torino. Gioiello meno noto dei tesori della Corona d'Italia, Torino non è solo la terra del barocco, ma anche quello della magia e in realtà è come la città magica che la conosciamo amichevolmente. Vedete, quanti hanno un po' di conoscenza dell'occulto o della storia della magia, saranno veloci a spiegare come Torino è consid- erata uno dei vertici del triangolo mondiale della Magia Bianca, I numerosi nomi delle città italiane insieme a Lione e Praga. E di quello della Magia Nera, insieme a Londra e la buona vecchia San Francisco, ma non pensiamo a questo, vero? A oriente, incontriamo la sen- suale Bologna: conosciuta per la sua università - la più antica del mondo - e il suo cibo, è chiamata La Dotta, l'erudita, grazie alla prima, e La Grassa, grazie al sec- ondo. Bologna è famosa anche per la sua architettura e, avete indovinato, ha un soprannome anche per questo: La Rossa, a causa degli schemi cromatici delle sue strade, in gran parte dominati dai toni del rosso. L'Emilia Romagna che ama il piacere è la terra di un'altra città soprannominata in modo curioso, Ferrara, conosciuta come la città delle biciclette, perché i Ferraresi, apparentemente, hanno la tenden- za ad andare in bicicletta ovunque. Nel Centro Italia abbiamo, naturalmente, Firenze, conosciuta anche come la città dei gigli. Niente può meglio rappresentare la sua bellezza eterea ed elegante di questi fiori, ma perché? Perché i gigli sono stati una cosa sola con Firenze per quasi 1000 anni. Lo stemma della città - un giglio rosso su sfondo bianco – un tempo, aveva i colori invertiti. Fu durante la vicenda Guelfi vs Ghibellini che furono scambiati, ma fin da allora nessuno osò toc- care il giglio fiorentino. In realtà, Napoleone cercò di liberarsene nel 1811, ma non ci riuscì. È curioso pensare che, nonos- tante un'unione così duratura, nessuno sappia veramente perché il giglio è diventato il simbolo di Firenze: alcuni credono che il giglio sia stato scelto perché lega- to all'immagine della Vergine Maria e alla sua purezza, altri legano l'inizio del rapporto in epoca romana, quando il giglio era il simbolo della primavera, altri dicono ancora che il giglio è solo un modo per ricordare il fondatore della città stessa, Fiorino (che significa piccolo fiore in italiano), un pretore romano. Qualunque sia la verità, il giglio resta il simbolo più deli- cato di Firenze. E' tempo di muoversi verso sud, verso il colorato e prezioso splendore di Napoli. Napoli non è semplicemente e solo la città del Vesuvio e della pizza. E, nonos- tante ciò che un giornale britanni- co ha cercato di far credere al mondo, non è nemmeno la città del crimine. Napoli è la città delle 500 cupole, e sapete perché? Perché Napoli è piena fino all'or- lo di bellissime chiese, di monas- teri e di altri edifici religiosi. L'unica città con più chiese di Napoli è, sorpresa sorpresa, Roma. Soprannomi. Chi avrebbe pen- sato di saperne di più dell'Italia grazie a loro? Davvero, questo è il paese dalle mille sorprese. Migliaia di anni di storia hanno fatto di Roma la Città Eterna I gigli, fiori candidi e delicati, sono il simbolo di Firenze. Napoleone provò a eliminarne la presenza sugli stemmi della città, ma nemmeno lui ci riuscì Napoli e le sue cupole: che siano 500 o più di 500, la bellezza della città rimane indiscussa LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA

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