L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-07-2013

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4 www.italoamericano.com L'Italo-Americano GIOVEDÌ 7 NOVEMBRE 2013 Costosi allagamenti in Toscana: per l'arrivo del maltempo, oltre alla crisi pure i danni per milioni di euro LILLy MAgI Sono ben 23, sui 39 com-plessivi, i Comuni della provincia di Arezzo che hanno subito danni dall'ondata di maltempo che ha colpito la Toscana. Nella relazione inviata dalla Provincia alla Regione, l'evento viene ricostruito fornendo una prima, sommaria e parziale, stima dei danni. L'intensa perturbazione atmosferica ha causato numerosi problemi derivanti da esondazioni del reticolo idrografico e fenomeni di dissesto idrogeologico. Cedimento del manto stradale I dati pluviometrici del Centro Funzionale hanno evidenziato precipitazioni con tempo di ritor- no superiori ai 50 anni nei pluviometri di Monte San Savino, Pian di Scò e Cesa. Le precipitazioni hanno avuto carattere temporalesco di forte intensità, tali da ingrossare rapidamente il reticolo idrografico minore che ha causato la maggior parte delle esondazioni sulle viabilità provinciali e comunali causandone le continue chiusure. Gli allagamenti hanno provocato gravi danni ad attività commerciali, portato via autovetture parcheggiate lungo le strade e messo a rischio la pubblica incolumità causando l'evacuazione, spesso in emergenza, da numerose abitazioni private. La Regione Toscana ha riconosciuto lo stato di emergenza e si sta attivando per lo stato di emergenza nazionale come richiesto dalla Provincia di Arezzo. Ad oggi, le spese complessive sostenute o preventivate dagli enti per garantire il ritorno alla normalità sono state stimate in oltre 4.700.000 euro. Da una prima analisi puramente indicativa si stimano danni ingenti a beni mobili e immobili di privati e imprese: dai primi dati rilevati da 5 comuni sul totale dei colpiti, sono emersi al momento 5.000.000 di euro di danni. Oltre 39,6 milioni di euro è invece la prima, parziale, stima dei danni provocati dal maltempo in provincia di Siena, che emerge dal report consegnato alla Regione Toscana da parte del Coordinamento provinciale della Protezione Civile per essere, poi, trasmesso al governo insieme a quello prodotto dalle Allagamenti e inondazioni: le violente precipitazioni in Toscana, tra Siena e Arezzo, hanno causato danni ingenti altre province colpite dall'emergenza meteorologica nei giorni scorsi. Come concordato, le Province toscane sono state incaricate di raccogliere i dati provenienti da Comuni e Genio civile per capire gli interventi da effettuare in somma urgenza e quelli di ripristino, soprattutto sulla rete viaria, oltre all'entità dei danni subìti da imprese e cittadini. La cifra presentata nel report senese comprende danni per quasi 24 milioni di euro registrati direttamente dalla Provincia, di cui 14,5 milioni di euro sulla viabilità provinciale e circa 9,3 sul fronte della difesa del suolo; per circa 6 milioni di euro nei Comuni colpiti, con danni al patrimonio pubblico; per oltre 6,7 milioni di euro dalle imprese e per circa 3,2 milioni di euro da privati cittadini. Il quadro esclude i danni provocati dal maltempo all'agricoltura, la cui stima è ancora in corso da parte del Settore Sviluppo rurale della Provincia di Siena. "La stima mostra una situazione drammatica - commenta il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini - e potrebbe subire ulteriori integrazioni con interventi urgenti richiesti dai Comuni, che stanno ancora effettuando verifiche nelle zone maggiormente colpite dal maltempo. Abbiamo bisogno di Bombe d'acqua che fanno esplodere l'economia Il bilancio dell'ondata anomala di maltempo è particolarmente pesante per le campagne italiane, dal Trentino alla Sicilia, dalla Basilicata alla Puglia, ma anche dalla Lombardia al Piemonte, alla Toscana, con una stima di danni per circa cento milioni di euro. Nei casi più fortunati è stato compromesso solo il raccolto di quest'anno, in altri invece sono state danneggiate le piante e gli impianti. La violenta grandinata che si è abbattuta nel Messinese, ad esempio, ha danneggiato l'80% della produzione di limone così come la viabilità rurale e i muretti di contenimento; i terreni lavorati per la semina si sono trasformati in pantani. La bufera di vento, pioggia e grandine che ha colpito la Lombardia ha causato la perdita del 30% del riso. La prima neve in Valtellina ha avuto ripercussioni sulla raccolta dell'uva e delle mele. Chicchi di grandine grossi come nocciole sono caduti in Piemonte nel bel mezzo della vendemmia. Oltre al danno immediatamen- te accertabile e quantificabile, c'è da mettere in conto la ripercussione del deflusso dei canali di scolo della bonifica, con il relativo allagamento dei terreni e il rischio di fenomeni di marciume delle radici. Il repentino passaggio dal sereno al maltempo con vere e proprie bombe d'acqua che il terreno non riesce ad assorbire, causa danni a lungo termine per l'agricoltura e l'economia agricola. Grandine nemica della vendemmia un aiuto immediato per poter fronteggiare i danni ed evitare ulteriori disagi e penalizzazioni per i cittadini e le imprese del nostro territorio. Per questo sosteniamo la richiesta della Regione Toscana della dichiarazione di stato di calamità naturale e chiediamo uno stanziamento immediato di risorse per far fronte alle conseguenze di questa emergenza. Dobbiamo dare risposte veloci e concrete ai nostri territori e alle nostre comunità, che hanno subìto danni ingenti e non possono attendere. Governo e Parlamento - aggiunge Bezzini - devono assumere, senza indugio, le decisioni necessarie per destinare agli enti locali le risorse con cui farsi carico degli interventi straordinari". Il primo bilancio del maltempo in provincia di Siena viene commentato con preoccupazione anche dal vice presidente e assessore ai lavori pubblici e alla Protezione Civile, Alessandro Pinciani che guarda al futuro dell'ente Provincia. "Il nostro territorio è stato interessato da precipitazioni eccezionali che hanno visto punte di 150-200 millimetri rispetto ai 40-60 millimetri previsti, con danni imprevedibili e difficili da affrontare con le risorse molto esigue di cui dispongono allo stato attuale gli enti locali. L'emergenza maltempo aggiunge Pinciani - rende evidente la necessità non più rinviabile di porre fine, una volta per tutte e in maniera seria, alla fase di incertezza istituzionale che sta facendo vivere le Province in un limbo senza senso. La riforma presentata dal ministro Del Rio, come ha sottolineato il presidente dell'Upi Saitta, svuota un ente, lo priva della sua legittimazione democratica e passa le funzioni a Comuni e Regioni, con un costo di 2 miliardi di euro a fronte di un risparmio per i costi della politica pari a 32 milioni di euro. Serve una riforma migliore e, soprattutto, più attenta alle reali esigenze del territorio e delle comunità, perché non si può mettere a rischio la sicurezza dei cittadini".

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