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www.italoamericano.org 31 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO L'eroe dimenticato dell'Indipendenza americana: 190 anni fa moriva il piemontese Francesco Vigo G iuseppe Maria Francesco Vigo. Pronunciare questo nome equivale a nomina- re uno dei padri degli Stati Uniti. In realtà fu questo e molto di più per la giovane America in cerca della sua identità, e molti torti il suo nome ha dovuto subire, par- cheggiato nelle cantine dei libri di storia americani e soltanto da pochi anni rivalutato agli occhi degli americani. Francesco Vigo nasce a Mondovì, in Piemonte nel 1747 e sin dall'adolescenza scrive il suo primo capitolo di quella che sarà una vita romanzesca. Fugge di casa per arruolarsi giovanissimo nell'esercito spagnolo. Il servizio d'armi sotto l'impero spagnolo lo vedrà prima nella rigogliosa Cuba e successivamente nei pos- sedimenti continentali del Nord America, precisamente nell'at- tuale New Orleans. Nel 1772 il giovane soldato viene nuova- mente trasferito a St. Louis, allo- ra possedimento spagnolo; si tratta di un posto di frontiera. A Ovest di questa piazzaforte c'è un immenso territorio, a malape- na esplorato da solitari pionieri GENEROSO D'AGNESE in cerca di avventura. In questo avamposto della civiltà occiden- tale Vigo conosce il governatore spagnolo, don Fernando de Leyba. Entrato in amicizia con il potente uomo della corona, Vigo accetta la proposta di questi di abbandonare l'esercito per dedi- carsi all'amministrazione ufficia- le dei suoi affari: la posizione del governatore non permette a que- st'ultimo di gestire in proprio le attività economiche. Con un ami- chevole e segreto accordo, Vigo diventa in pratica l'agente com- merciale del governatore, dedi- candosi al commercio delle pel- licce, vera fonte di ricchezza del- l'epoca. Gli affari dell'italiano vanno subito bene e portano il giovane piemontese a stringere forti legami con le tribù indiane del territorio. Vigo inoltre incon- tra altri europei che lavorano nel set- tore e che volentieri scambiano con lui il loro bottino di caccia. La instancabile voglia di lavoro fanno di Vigo un vero conoscito- re del mondo coloniale america- no: tra i tanti amici egli annovera George Rogers Clark, un virgi- niano che allo scoppio della rivo- luzione americana, a soli 26 anni, diventa comandante di tutte le forze americane della Frontiera. Clark avrà nell'italiano un amico sempre pronto a soste- nere la causa americana e a dimostrazione di questo senti- mento Vigo decide di affiancarsi al coloniale nel momento in cui i due eserciti, quello inglese e quello americano, arrivano a scontrarsi nel West. Gli america- ni affidano a un piccolo gruppo di 175 uomini della frontiera il compito di contrastare il nemico e guidati da Clark e Vigo, questi uomini raggiungono prima Fort Massac, attraversano l'Illinois e investono con il loro impeto le postazioni di Kaskaskia, Cahokia, Vincennes ed altre ancora. L'italiano avrà in questa campagna un ruolo importantis- simo. Con il suo ascendente rie- sce a guidare disciplinatamente i volontari negli assalti espugnan- do le posizioni sia con la forza che con l'astuzia. Emblematico è l'episodio di Fort Vincennes. Vigo si fa catturare da un gruppo di indiani alleati degli Inglesi e viene rin- chiuso nel forte comandato dal generale Henry Hamilton; libero di muoversi all'interno delle for- tificazioni ha però la possibilità di studiarne i punti deboli prodi- gandosi nel contempo in un'ope- ra di convincimento nei confron- ti della popolazione locale e pre- parandola all'imminente attacco americano. Gli inglesi contribui- scono infine ingenuamente alla riuscita del piano lasciando libe- ro Vigo a patto che questi si ritiri a St. Louis.... cosa che l'italiano ovviamente non fa, dirigendosi verso nord e raggiungendo le forze americane nell'alta valle del Mississippi. Arrivato alla base americana Vigo sprona invece l'amico Clark ad attaccare subito il forte difeso in quel momento da pochi uomini ed anticipa di tasca propria (sarà l'u- nico a cambiare a Clark un asse- gno di 8000 (!) dollari "virginia- ni" che altrimenti nessuno avreb- be voluto) i soldi per finanziare la campagna militare. L'aiuto economico di Vigo si rivela essenziale per portare a compi- mento l'azione di attacco e il pie- montese riesce a ottenere il con- tributo finanziario dei commer- cianti locali, in gran parte france- si, per sostenere la causa dell'in- dipendenza. La marcia a ritroso per arriva- re a Fort Vincennes è passata alla storia dell'epopea americana: marciando sotto le piogge torren- ziali, per ore immersi nell'acqua fino al petto e tenendo alti i fucili e i corni della polvere, prose- guendo anche durante le terribili bufere di neve, il gruppo ameri- cano arriva all'obiettivo il 23 feb- braio 1779 cogliendo completa- mente di sorpresa il nemico e conquistando il forte con un'a- zione da manuale. Il successo della campagna è tale da rendere inoffensiva la presenza inglese nel territorio del nordovest fino alla fine della guerra, ma i meriti conquistati sui campi di battaglia da Clark e Vigo vengono presto dimenticati. Il primo non otterrà infatti alcun riconoscimento per il suo impegno militare e vivrà da uomo di frontiera combatten- do gli indiani. Vigo invece viene ricevuto dal presidente Washington nel 1789 e viene investito del titolo di negoziatore tra governo e tribù indiane. La nomina però non gli permetterà di riavere i soldi anticipati a Clark per la campagna militare e il resto della vita trascorrerà per l' ex soldato spagnolo di Mondovì nella indigenza. Alla sua morte, avvenuta nel 1836, perfino l'impresa funebre dovrà lamentare una perdita di 20 dol- lari per una sepoltura impossibile da pagare. La riabilitazione di Vigo arri- va dopo quaranta anni dalla sua morte, avvenuta a Vincennes il 22 marzo 1836. Il governo degli Stati Uniti nel 1836 verserà finalmente agli eredi del patriota americano la somma di 50.000 dollari, in segno di riconosci- mento per il contributo essenzia- le alla causa dell'indipendenza americana. La completa riabilita- zione si avrà però soltanto con il presidente Franklin Delano Roosevelt il quale, facendo pub- blica ammenda, attribuirà a Clark e Vigo l'indiscusso merito di aver liberato tutto il territorio del nordovest dalla presenza degli inglesi. Sua la dichiarazio- ne con la quale finalmente l'ita- liano riceverà la sua fetta di glo- ria: "Il patriota di nascita italiana colonnello Francesco Vigo è secondo soltanto al generale Clark fra coloro ai quali gli Stati Uniti sono debitori della libera- zione delle regioni del Nordovest". Troppo tardi per rendere un merito a una vita passata al ser- vizio della causa americana, ma sempre in tempo per consegnare alla storia un uomo intriso di quell'idealismo che ha spinto molti uomini dell'epoca verso una terra ricca di spazio e di futuro. Vigo ha consegnato alla grande leggenda del West ameri- cano un affascinante episodio del Fort Vincennes (Ph© Jonathan Cohen | Dreamstime.com) La Torre del Belvedere a Mondovì (© Fabio Lotti | Dreamstime.com)
