L'Italo-Americano

italoamericano-digital-8-20-2026

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GIOVEDÌ 20 AGOSTO 2026 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO A C o r t o n a p e r r i t r o v a r e l ' e r e d i t à artistica di Gino Severini C ortona dedica una grande mostra internazionale a Gino Severini nel sessan- tesimo anniversario della morte. Oltre 80 opere, documenti e installazioni ricostruiscono il ruolo del pittore come mediatore tra Italia e Francia, avanguardie e tradizione, con prestiti dal Centre Pompidou e da importanti musei europei. Fino al primo novembre al Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona, a Palazzo Casali, si inserisce nel percorso di riscoperta del legame tra l'artista e il territorio di origi- ne, con un'attenzione particolare alla sua eredità culturale e ai luo- ghi della sua formazione. L'impostazione scientifica della mostra è stata curata da Daniela Fonti e Margherita d'Ayala Valva, con un percorso espositi- vo costruito per evidenziare le dinamiche di scambio culturale che attraversano l'intera carriera dell'artista. L'esposizione, concepita come progetto di ricerca con taglio critico, affronta il ruolo svolto da Severini nel primo Novecento come mediatore tra Italia e Francia, tra linguaggi figurativi differenti e tra avan- guardie e tradizioni. Il progetto riunisce oltre 80 opere tra dipinti e disegni, prove- nienti da musei italiani e interna- zionali e da collezioni private di rilievo. Tra i prestatori figurano il Centre Pompidou di Parigi, l'Estorick Collection di Londra, il Musée d'Art et Industrie di Saint-Etienne, il Museo del Novecento di Milano, la Pinacoteca Vaticana e il Mart di Rovereto, oltre alle Collezioni Romana Severini e Franchina. Il corpus espositivo è integrato da documenti originali che conte- stualizzano il dibattito artistico dell'epoca, le relazioni tra prota- gonisti del periodo e le riflessioni teoriche che accompagnano la produzione di Severini. L'artista viene presentato come figura di raccordo tra siste- mi culturali differenti, capace di operare una mediazione continua tra esperienze artistiche, contesti nazionali e linguaggi visivi. Nato a Cortona nel 1883 e attivo principalmente tra Italia e Francia, l'artista sviluppa infatti una posizione intermedia tra cosmopolitismo e radici toscane, costruendo una rete di relazioni che attraversa le principali cor- renti del suo tempo. Secondo le curatrici, la sua posizione può essere definita come una forma di "bilinguismo culturale", che si manifesta nella capacità di osser- vare la propria terra d'origine da una prospettiva interna ed ester- na al tempo stesso. Tale condi- zione si riflette nel suo ruolo di intermediario tra artisti, movi- menti e istituzioni, contribuendo alla circolazione delle idee tra contesti differenti. La mostra approfondisce anche la produzione murale rea- lizzata a Montegufoni e l'interes- se per la Commedia dell'Arte, temi che si intrecciano con il rap- porto con la cultura figurativa toscana e con le avanguardie parigine. Un ulteriore nucleo riguarda i pannelli destinati alla casa del mercante Léonce Rosenberg, in cui compaiono figure ispirate ai Fori romani e a un immaginario teatrale condivi- so con artisti del periodo. La mostra a Cortona (Ph Foto da ufficio stampa Villaggio Globale) FABRIZIO DEL BIMBO La fase conclusiva del percor- so si concentra sul dialogo tra arte moderna e Chiesa, sviluppa- to da Severini tra il 1925 e il 1947. In questo ambito l'artista opera in Svizzera nella decora- zione di diverse chiese, con un approccio che integra pittura murale, ricerca geometrica e rife- rimenti alla tradizione medievale italiana. Il confronto con la mostra giottesca del 1937 e con opere medievali conservate a Firenze contribuisce a ridefinire il rapporto tra modernità e spiri- tualità. Il percorso si chiude con la realizzazione della Via Crucis a Cortona, che segna il ritorno dell'artista alla città d'origine e la ricomposizione del legame con il contesto familiare e cultu- rale. Il tema del ritorno a Cortona, l'interesse per l'arte etrusca e per la tradizione locale, rappresenta l'ultimo passaggio della ricerca di Severini, oggi al centro del progetto espositivo. P a l a z z o A l f i e r i a F i r e n z e : l u o g o d i fascino dove è passata la storia E retto nel XIII secolo dalla famiglia Ruggerini, lo sto- rico Palazzo Alfieri a Firenze è passato attraverso diverse importanti casate della città, tra cui i Fastelli, i Petribuoni e i Gianfigliazzi. Nel Seicento, l'architetto di fama Gherardo Silvani curò un'impor- tante ristrutturazione, conferendo all'edificio l'elegante aspetto che ammiriamo. La metà del Settecento segnò un periodo particolarmente inte- ressante nella storia di Palazzo Alfieri. La principessa Luisa d'Albany, di Stolberg, vi trovò rifugio dopo la sua separazione da Charles Edward Stuart, pre- tendente al trono inglese. Qui, nel cuore di Firenze, Luisa visse una passionale e discussa storia d'amore con il celebre poeta e drammaturgo Vittorio Alfieri. La loro relazione, che sfidò le con- venzioni sociali dell'epoca, lasciò un segno indelebile nella storia del palazzo. Dopo la morte di Vittorio Alfieri nel 1803, proprio in que- sto palazzo, Luisa d'Albany com- missionò ad Antonio Canova la creazione di un monumento funebre in suo onore, oggi custo- dito nella Basilica di Santa Croce a Firenze. Alla sua scomparsa, Luisa lasciò la proprietà al pitto- re François-Xavier Fabre, suo ultimo compagno. Vittorio Alfieri e Luisa Contessa d'Albany riposano entrambi nella celebre basilica fiorentina. Nell'Ottocento la famiglia Masetti apportò ulteriori modifi- che alla struttura, tra cui l'ag- giunta di un nuovo piano e la riorganizzazione delle finestre. Oggi Palazzo Alfieri è un'e- sclusiva residenza d'epoca per un'esperienza di soggiorno unica in un ambiente di charme. Un'importante novità si è realiz- zata recentemente: L'Alfieri – Lounge & Dining Concept, il ristorante affacciato su Lungarno Corsini che si rinnova con un'i- dentità completamente ripensata, trasformandosi in un luogo dedi- cato alla convivialità e all'espe- rienza contemporanea del vivere Firenze. Nel menù le "Scarpette" e i Popcorn di Tortellini. FABRIZIO DEL BIMBO

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