L'Italo-Americano

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www.italoamericano.org 35 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 1 OTTOBRE 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO L'avvolgente armonia della Certosa di Pontignano. Nel cuore del Chianti una perfetta combinazione di arte, storia e natura C 'è un luogo bellissimo nel Chianti: la Certosa di San Pietro a Pontignano in provincia di Siena, un luogo magico, un'oasi di pace e un rifugio di silenzio tra le dolci colline toscane. Il tempo qui sembra fermarsi, regalando un senso di isolamento e di quiete. Il grande chiostro con il prato verde e il giardino all'italiana infondono una serena armonia ma è anche un luogo in cui si leggono quasi sette secoli di sto- ria senese. Il monastero certosino è nato nel 1343 grazie alla generosità di Bindo di Falcone Petroni, che donò i suoi beni e, approvato dal vescovo Malavolti, incaricò il certosino frate Amerigo, prove- niente dalla casa madre di Grenoble, di edificare il mona- stero per garantire uno spazio di totale isolamento e preghiera per 12 monaci e 3 conversi. Dopo i gravi saccheggi delle truppe imperiali del '500 e un grave incendio, il complesso venne quasi interamente ricostruito e così furono aggiunti gli straordi- nari affreschi della chiesa, tra cui quelli del fiorentino Bernardino Poccetti, raffiguranti le Storie della Passione e Morte di San Brunone. Seguendo le riforme del Granduca Pietro Leopoldo, l'or- dine dei Certosini venne sop- presso e i monaci lasciarono la struttura, che passò brevemente ai Camaldolesi. Il monastero fu poi soppresso in età napoleonica. Nel 1959 avvenne l'acquisto da parte dell'Università di Siena, prima di passare alla gestione dal brand di hospitality Place of Charme. La Certosa conserva intatto il fascino del silenzio e della pietra antica, offrendo una combinazione di arte, storia e bellezza naturale che rendono la visita e il soggiorno un'esperien- za indimenticabile tra i quattro chiostri della clausura, delle obbedienze, dei monaci e dei conversi. L'antico e affascinante Chiostro dei Conversi ospita la rassegna estiva Certosa in Jazz, un evento che unisce la musica dal vivo, i sapori tipici locali e la magia delle serate sotto le stelle. Certosa in Jazz, giunta alla sua quinta edizione, trasforma il luogo in un palcoscenico esclusi- vo per un ciclo di spettacoli tra luglio e settembre, dedicati all'ar- monia tra note musicali e tradi- zione enogastronomica. Le serate offrono un'esperienza estrema- mente piacevole e suggestiva, unendo musica di alto livello, ambientazione storica e convi- vialità. Il contesto è intimo e di grande fascino storico e gli appuntamenti presentano musici- sti di talento della scena jazz toscana e nazionale, il cui reper- torio spazia dagli standard bebop al vocal jazz, fino a sfumature blues e swing. Il giardino centrale e l'impianto della Certosa di San Pietro a Pontignano (Ph da ufficio stampa Create Pr) FABRIZIO DEL BIMBO Eleganza e colori d'autunno nel giardino di Villa Agape a Firenze dimora rinascimentale che si sposa con il paesaggio V illa Agape a Firenze uni- sce il fascino di una dimora rinascimentale del Quattrocento alle colline del Piazzale Michelangelo con l'e- sclusivo appuntamento dell'aperi- tivo al tramonto del venerdì. Sulle verdi colline che circon- dano il Piazzale Michelangelo, in Via della Torre del Gallo, sorge una dimora che custodisce secoli di storia fiorentina. Le origini della proprietà risalgono al 1469, quando apparteneva a Bartolomeo di Matteo ed era una casa di campagna medievale, prima di passare attraverso vari proprietari tra cui le religiose di San Paolo di Pinti e le famiglie Del Nente e Arrighetti, erudito, accademico della Crusca e segua- ce di Galileo Galilei, nonché tra i fondatori dell'Accademia del Cimento. Il capitolo più affascinante del Novecento prende forma nel 1948, anno in cui la villa fu acquistata dalla Duchessa Anna d'Orléans, vedova di Amedeo Duca d'Aosta. Fu lei a conferire al parco l'aspetto incantato attua- le, arricchendolo con piante rare, statue e fontane. Il risultato fu una dimora che univa il carattere della villa storica alla tradizione del giardino all'italiana, inseren- dosi armoniosamente nel paesag- gio delle colline fiorentine. Nel 1968, la stessa Duchessa destinò la dimora alle Suore Stabilite nella Carità per attività di acco- FABRIZIO DEL BIMBO glienza spirituale e culturale. Furono proprio le religiose a ribattezzarla Villa Agape, dal termine greco che significa "banchetto" o "convito". Dal 2015, dopo un attento restauro, la struttura è diventata un raffi- nato hotel di charme e punto di riferimento enogastronomico. È utilizzata come location per matrimoni. Oggi l'anima convi- viale della villa rivive grazie ai famosi aperitivi del venerdì al tramonto. Ospitato nella sugge- stiva cornice del cocktail bar La Limonaia e nel giardino all'ita- liana, l'appuntamento unisce una proposta di sapori tipici e la luce dorata della sera sulle colline di Firenze. Un'esperienza rilassan- te che rinnova il significato ori- ginario di accoglienza e convito. Uno scorcio di Villa Agape (Ph da ufficio stampa Create PR)

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