L'Italo-Americano

italoamericano-digital-10-29-2026

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GIOVEDÌ 29 OTTOBRE 2026 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO San Francesco ad Arezzo: dal Medioevo al '900 l'iconografia del patrono d'Italia si svela tra pittura e scultura N ell'8° centenario della morte di San Francesco, la città di Arezzo celebra la sua speciale relazione con il Patrono d'Italia organizzando una grande mostra a carattere ico- nografico, d'intesa con le Diocesi, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura. Si intitola "L'immagine di Francesco - Dal Medioevo al Novecento" l'esposizione che si svolgerà fino al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, confinante con la Basilica di San Francesco, celebre per i suoi capolavori d'ar- te e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca, e i sugge- stivi spazi dell'ex Chiesa di Sant'Ignazio, esempio straordina- rio di barocco aretino. L'esposizione, curata da Cristina Acidini, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi formato da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi, darà modo di appassionarsi a dipinti, ma anche sculture, volumi antichi, miniatu- re e tempere che documenteran- no, per campioni significativi, la diffusione dell'iconografia fran- cescana in Toscana e in altri esempi italiani grazie alle opere, tra gli altri, di Margarito d'Arezzo, Maestro della Croce, Maestro di Figline, Tino Di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Federico Barocci, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti, Gio Ponti. Ordinate in un percorso crono- logico - dal Medioevo al Novecento - con alcuni focus tematici, le quasi 80 opere d'arte e documenti provengono per la maggior parte dal territorio, dimostrando la lunga e costante devozione per San Francesco, senza però rinunciare a importan- ti e prestigiosi prestiti dall'Italia e dall'estero, come quelli del Metropolitan Museum of Art di New York, National Gallery di Londra, Art Museum di Worcester, Lindenau-Museum di Altenburg, Pinacoteca Vaticana, Gallerie degli Uffizi, Galleria Borghese di Roma, Chiesa di San Francesco a Locarno, le Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Museo Civico d'Arte Antica di Pistoia, il Convento dei Cappuccini di Foggia, il Museo Schifanoia di Ferrara ecc. Da segnalare le presenze eccellenti da collezioni private e le numerose opere provenienti da chiese, pievi, monasteri e luoghi sacri in Toscana e in Italia, come il Duomo di Sanseplocro, le chie- se francescane di Lucignano, Locarno, Castiglion Fiorentino e Pontremoli (Massa Marittima) o ancora San Francesco al Palco a Prato, il convento dei Cappuccini a Foggia e quello di Arezzo, la chiesa del convento di San Bonaventura a Bosco ai Frati (a San Pietro a Sieve, Firenze), quella di San Francesco a Montughi e di San Michele a Pontorme: per lo più tavole di difficile concessione e movimen- tazione, che questa mostra ha permesso di riunire per la prima volta, rendendole visibili a un pubblico più ampio grazie a un attento lavoro curatoriale, testi- monianza della definizione di un'immagine che attraverso i secoli è anche espressione del mutare delle istanze culturali, religiose e artistiche. La tavola di Margarito d'Arezzo dal Museo Civico di Montepulciano, che è una fra le testimonianze più antiche, lo mostra tonsurato sotto il cappuc- cio e con una barba, che sparirà nella rappresentazione più tarda del santo. Ha già una carismatica Francesco nella grotta" - prestato eccezionalmente dal Metropolitan Museum di New York - lo presenta raccolto in una estatica meditazione entro un riparo roccioso, espressione della forza dell'umiltà e della "ricchez- za della povertà". Fra antiche iconografie e tra- sfigurazioni dalla spiritualità schietta ed essenziale, la mostra è un viaggio nella figura ascetica di un santo modernissimo che in terra d'Arezzo, visse alcuni degli episodi più intensi e drammatici della sua vita. Nella Leggenda maggiore di Bonaventura da Bagnoregio, Arezzo occupa un posto davvero speciale: "Quando il beato Francesco vide sopra la città di Arezzo i demoni esultanti e al suo compagno disse: "Va', e in nome di Dio scaccia i diavoli, così come dal Signore stesso ti è stato ordinato, gridando da fuori della porta"; e come quello obbe- dendo gridò, i demoni fuggirono e subito pace fu fatta". L'iniziativa, che ha il patroci- nio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell'ottavo centena- rio della morte di San Francesco d'Assisi, è un progetto del Comune di Arezzo e della Fondazione CR Firenze con la Fondazione Guido D'Arezzo. Vanta il patrocinio e il contri- buto del Ministero della Cultura e della Regione Toscana e si avva- le della collaborazione della Diocesi di Arezzo, Cortona e Sansepolcro e della Direzione Regionale Musei della Toscana. evidenza il saio marrone, codifi- cato nella Regola, presente in forma di reliquia a La Verna, a Cortona, in Santa Croce a Firenze, completo di cappuccio e di cordone con tre nodi. Un soave dipinto di Sandro Botticelli, "San Francesco con gli Angeli", eccezionalmente presta- to dalla National Gallery di Londra, allude all'episodio del conforto che Francesco, sofferen- te, ricevette dalla musica degli angeli. nel meraviglioso "San FABRIZIO DEL BIMBO Ph courtesy ufficio stampa Villaggio Globale per "L'immagine di Francesco - Dal Medioevo al Novecento"

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