L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-17-2014

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GIOVEDÌ 17 APRILE 2014 www.italoamericano.com 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | A Verona il vino è cultura, tradizione e innovazione capace di accogliere e promuovere anche le cantine d'oltreoceano Nel 2013 circa 380 mila imprese vitivinicole italiane hanno prodotto più di 47 milioni di ettolitri di vino. (Ph. Luca Ferrari) "Ti faccio vedere come si fa. Per prima cosa alzi il bicchiere ed esamini il vino in controluce. Devi osservare colore, limpidez- za e valutarlo. Infilaci il naso. Posi il bicchiere e gli fai prende- re aria. L'ossigenazione lo fa aprire. Dischiude gli aromi, i profumi. Annusa di nuovo. Ora si può bere". Parla così l'appas- sionato di vini Miles nel film "Sideways" (2004, di Alexander Payne). Dal cinema alla realtà. Nella città dell'amore eterno di Giu- lietta e Romeo, Verona, si è svolta la 48° edizione del Vini- taly, affiancata da Enolitech e Sol&Agrifood. nostro business" spiega Garrett Busch, ceo dell'azienda d'oltreo- ceano con sede a Napa (Califor- nia). "Abbiamo fatto assaggiare per la prima volta a moltissimi visitatori i nostri Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Meritage e Old Vine Zinfandel. Qui è molto diverso dagli Stati Uniti. Da noi le manifestazioni sono più sem- plici. Attualmente importiamo l'Amarone dalla casa vinicola Marchese Fumanelli e presto il Franciacorta dalla società agrico- la Derbusco Cives". Dalle vigne d'oltreoceano ai sapori nostrani dell'Agrifood. In principio il palato plana su ta- glieri traboccanti di salame, quindi si fa stuzzicare da scaglie di formaggio e, per non farsi mancare nulla, si concede un in- tenso indugiare nella dolcezza del panficato. E sull'onda di pro- dotti da dessert, con l'arrivo della Pasqua, c'è spazio anche per qualche uovo di cioccolato. A fianco di Agrifood c'è Sol. Tra i tanti creatori di sentieri dorati tra le olive, nel 2014 han- no fatto il loro debutto Grecia, Argentina, Croazia e Marocco. "Siamo venuti a Verona per promuovere il nostro olio d'oliva proveniente in particolare dal Peloponneso", sottolinea la Gre- ek food stories di Kalambaka (Tessaglia), azienda specializza- ta nella distribuzione di prodotti di qualità ellenici, "il Vinitaly è quanto di meglio ci sia per mani- festazioni, Paesi e visitatori. Nel nostro futuro di export speriamo di arrivare anche in Italia e negli Stati Uniti". liarità del Belpaese con incursio- ni anche all'estero. Varcati i cancelli di Verona- fiere, basta un passo e si è già persi tra gli stand, in un tripudio di fantasia bucolica e poetica e- leganza. Castelli. Stemmi. Sce- nografie da gioiellerie. Vetture da anni ruggenti e persino im- barcazioni. Non c'è limite. Esperti e novelli intenditori si danno il cambio tra mille e più degustazioni. Vinitaly, simposio moderno aperto al mondo intero. Da anni ormai alla ribalta nel mercato del vino ci sono anche gli Stati Uniti, capaci non solo d'importare ma anche produrre ed esportare, soprattutto dalla West Coast. Tornati all'aria aperta, faccia- mo la conoscenza dell'ambascia- trice di Verona per eccellenza, la shakespeariana scultura bronzea di Giulietta, un'opera realizzata dal maestro Albano Poli. È lei a sospingere verso il gigantesco padiglione della Toscana. Qui, presenza fissa da più di trent'anni, c'è Rocca delle Macie di Castellina in Chianti (Siena), giunta a Verona con due fresche novità: il Chianti Classico Gran Selezione Sergio Zingarelli e il Moonlight. "È un vino bianco (quest'ultimo, ndr), morbido che si presta per aperitivi", spiega la Communication & Marketing Manager, Valeria Canu: "Qui al Vinitaly sta riscuotendo molto successo". A poca distanza dalle Macie, la casa vinicola Bartali, produttori e distributori di Chianti, Chianti classico e Ver- naccia di San Gimignano. "I nostri vini raggiungono le tavole di tutta America, in particolare nelle città di New York, San Francisco e Chicago" sottolinea Filippo Volpini, export manager Bartali, "Abbiamo molte richie- ste anche dal Canada, inclusa la provincia di Terranova & Labra- dor". Il vino è un business di qualità in costante crescita. Alla 48° edizione del Vinitaly è ulterior- mente cresciuta l'attenzione per le produzioni biologiche. Nel 2013 circa 380 mila im- L'Italia esporta 20,4 milioni di ettolitri l'anno di vino per 5 miliardi di euro, con un 7,3% di fatturato in più rispetto all'anno scorso Per la prima volta a Verona Garrett Busch e Betsy O'Neil della Trinitas Cellar di Napa, California (Ph. Luca Ferrari) Degustazioni di vino americano e palcoscenico riservato agli imprenditori ambasciatori del made in Italy LuCA FERRARI Il business e la tradizione del vino, distillati, olio e agroali- mentare di qualità, insieme. Un incredibile viaggio tra le pecu- prese vitivinicole italiane hanno prodotto più di 47 milioni di ettolitri di vino, di cui i primi importatori sono Stati Uniti e Germania seguiti da Regno Unito, Svizzera e Canada. Le aziende produttrici sono spesso a conduzione familiare. Una storia, quella della produ- zione di vini, scandita da tra- dizione, ritmi artigianali, inno- vazione e ricerca. Una storia, quella della produzione del vino, iniziata più di 3.000 anni fa come sottolineava la scritta a caratteri cubitali sullo stand della Regione Calabria. "Il vino è un essere vivente. Amo pensare alla vita di un vino. Amo immaginare l'anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c'era un bel sole. Se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e ven- demmiato quelle uve". La cita- zione, ancora una volta è da "Sideways". Per la prima volta al Vinitaly è sbarcata quest'anno l'azienda Trinitas Cellar. "È stata un'espe- rienza molto importante per il Un nuovo padiglione intera- mente dedicato ai vini del "resto del mondo", per dare all'interno di Vinitaly visibilità agli esposi- tori esteri. Punto di forza di questa iniziativa le degustazioni: in grande evidenza la Francia con i suoi Champagne. Non hanno sfigurato vini e distillati da Usa, Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda, oltre a Ucraina, Slovenia, Russia, Azerbaijan, Argentina, Cile, Spagna, Koso- vo, Colombia, finanche dall'In- dia nel nuovo salone Vininterna- tional - International Wine Pro- duction. Il padiglione ha rappresentato il resto dell'enologia mondiale, sia quella del Vecchio che del Nuovo mondo, con presenze da Paesi alle prime uscite pubbliche in eventi internazionali. È il caso dell'India, con i vini di un'azien- da frutto dell'incontro di pas- sione tra produttori indiani e un winemaker toscano. Oltre agli assaggi negli stand, sono state le degustazioni gui- date a svolgere la parte di mag- giore richiamo per gli operatori. Ovviamente la parte del leone, a Verona, l'hanno però fatta le cantine italiane che hanno potuto vantare numeri da record in ter- mini di vendite all'estero. Solo il vino in particolare vanta 5 mi- liardi di export sui 34 esportati nel 2013. "Con i nostri vini non vendiamo più solo una bottiglia – ha spiegato il Viceministro alle Politiche Agricole, Olivero – ma la storia, la cultura sociale, la coesione, il territorio. Ci pro- poniamo con un modello di eccellenza. E gli imprenditori sono gli ambasciatori del Made in Italy nel mondo". È proprio il vino la freccia del- l'export alimentare italiano. Anche nel 2013, secondo i dati Istat elaborati da Vinitaly-Asso- enologi, va a bersaglio centrando un +7,3 % sull'anno precedente che vale il primato tra le pro- duzioni alimentari più vendute oltre confine. Dato ancor più ri- levante se si considera la dimi- nuzione di quasi 1 milione di ettolitri dei volumi esportati (il totale è sceso a 20,4 milioni con- tro i 21,3 del 2012) e il contes- tuale incremento del valore medio unitario, passato da 2,20 euro a 2,47 euro al litro (+12,3%). A Verona anche l'olio d'oliva ha avuto la sua ribalta Il vino è motore dell'export italiano

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