L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-3-2014

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GIOVEDÌ 3 LUGLIO 2014 www.italoamericano.com 27 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Da dominatore a contender. Ma Rossi, il 'Dottore', vuol guarire e tornare sul podio Ducati e ai timidi segnali di ripre- sa fatti registrare nel 2012/2013 una volta tornato in sella alla Yamaha, Rossi sembra essere tornato, almeno in parte, quello degli anni migliori: grintoso, competitivo e sempre da podio. Nulla però in confronto a quando pensando alle moto veniva alla mente il campione di Tavullia prima ancora delle due ruote, ma sicuramente un nuovo corso per un uomo prima ancora che un campione che nel corso degli ultimi anni si è ritrovato a fare più volte i conti spesso con un destino piuttosto avverso. Dai guai con il fisco italiano, allo spaventoso infortunio con carriera caratterizzata da una serie di eventi che ne hanno messo a dura prova tempra fisica e mentale. A 35 anni compiuti lo scorso 16 febbraio, il nove volte cam- pione del mondo, da tre stagioni ha visto il proprio status di pilota scemare da "dominatore" e "uomo simbolo" a "contender" e "pilota esperto" alle spalle dei nuovi fenomeni Jorge Lorenzo e Marc Marquez. Due spagnoli dal talento sconfinato cresciuti con il mito di Vale46 ed ora divenuti, ironia della sorte, i baluardi insu- perabili tra il "Dottore" ed il decimo titolo mondiale. Eppure, rispetto ai disastri degli anni La vita dei campioni è scandi- ta da attimi. Momenti infiniti che possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra la gloria e il baratro, tra l'onnipotenza e la mediocrità. È questo l'eterno, instabile, filo immaginario su cui i più grandi sono condannati a camminare senza alcuna soluzio- ne di continuità. Lo sa bene Valentino Rossi, il dottore di Tavullia, che da enfant prodige del motomondiale capace di ina- nellare titoli iridati su titoli iridati nel primo decennio del nuovo secolo, sta adesso conoscendo un momento di strana stasi in una Il 9 volte campione del mondo cerca il suo decimo titolo in carriera tanto di frattura scomposta della tibia (nel 2010 al Mugello), fino a quel maledetto 23 ottobre 2011, giorno in cui a Sepang morì, pro- prio travolto (in maniera del tutto causale) sotto la ruota anteriore della sua Ducati, il grande amico e erede, Marco Simoncelli ad appena 24 anni. Tre colpi da knockout che forse inconscia- mente hanno fiaccato la sete di vittoria di super Vale facendogli perdere quell'occhio della tigre che aveva centrifugato avversari e critica nei primi 12 anni di car- riera. Oggi Valentino Rossi è un campione alla ricerca di quell'antico gusto per la competi- zione che solo il dolore fisico e mentale hanno attenuato negli ultimi 4 anni. Alle spalle di Lorenzo prima e Marquez oggi, l'uomo al cui passaggio si inchi- navano i centauri di tutto il mondo sta provando a venire fuori da uno strano limbo in cui i piazzamenti, anche d'onore, non riescono a fare notizia. Nelle prime 8 gare del mondiale 2014, per 4 volte è giunto secondo, venendo definito da stampa e addetti ai lavori il primo degli umani alle spalle dell'imprendi- bile Marquez. "Non mi piace accontentarmi, vorrei vincere e se continueremo su questa strada prima o poi arri- verà il giorno in cui riuscirò a batterlo" aveva dichiarato il dot- tore alla vigilia del Gp di Assen disputato la scorsa settimana riferendosi a Marquez. "A Barcellona ho provato a batterlo, così come Lorenzo al Mugello, ma al momento sembra che non si stanchi mai di stare davanti – ha proseguito Rossi - va sempre più forte tirando fuori il piccolo margine quando ne ha bisogno. Non siamo lontani, a Barcellona sono arrivato a mezzo secondo". Parole di un uomo alla ricerca di un nuovo inizio, parole di un uomo che ha riscritto la storia delle due ruote con il talento e la genialità tipi- che dei più grandi. Lorenzo, Marquez, Hayden, Gibernau, Biaggi e Capirossi, sono stati i grandi interpreti degli ultimi 15 anni del motomondiale. Provate a immaginare però, mentre gli altri salivano e scendevano, arrancavano e poi vincevano, chi è riuscito ad essere l'unico vero punto di riferimento per tutti. L'ispirazione dei più giovani, il nemico più acerrimo dei più talentuosi, l'idolo di mezzo mondo. Valentino Rossi, la storia non potrà mai essere cancellata. Photos ©The North Face Lavaredo Ultra Trail Organization Podio tutto americano per la spettacolare Ultra Trail di Cortina Con un percorso di 119 chilo- metri e un dislivello positivo degno dell'Himalaya (5.850 metri) la Ultra Trail di Cortina, alla sua ottava edizione, ha riuni- to mille atleti provenienti da 56 nazioni. Altri mille si sono sfidati sulla 47 km con 2.650 metri di dislivello della Cortina Trail. L'ottava edizione della The North Face Lavaredo Ultra Trail sarà valida come prova del circui- to internazionale "Ultra-Trail Cinque Torri, Passo Giau e Croda del Lago, Croda Rossa, Passo Falzarego. La partenza è in notturna. Affascinante, insolita ma anche decisamente densa di ostacoli aggiuntivi: dal cambio dei biorit- mi alle temperature chiaramente più basse che mettono subito alla prova la tenacia del fisico e la resistenza della mente. Quest'anno la prova è stata vinta dall'americano Anton Krupicka (team New Balance), alla sua prima apparizione in Italia. Si è aggiudicato il primo posto con un tempo di 12 ore e 42 minuti. Secondo, con un quar- to d'ora di distanza, il connazio- nale Mike Foote (team The North Face). Il lituano Gediminas Grinius completa il podio con il tempo di 13:01'22''. Quinto Geronazzo Ivan, il primo italiano classificato con 13 ore e 36 minuti. Prima delle donne la fortissi- ma americana Rory Bosio (The North Face) che ha chiuso la gara in 14 ore e 29 minuti, seguita dall'italiana Francesca Canepa (team Montura), staccata di un quarto d'ora con 14:45'55''. Katia Fori dopo una gara sempre all'attacco è riuscita a guadagna- re la terza posizione dopo quasi 16 ore di gara. Per quanto riguarda la Cortina Trail con i 2.650 metri di disli- vello, a dominare è stato il tede- sco Fabian Schnekenburger con il tempo di 4:37'28'' davanti al cortinese Manuel Speranza e a Domenico Longo. In campo fem- minile vittoria per Lara Mustat con 5:51'05''. Anja Maurer e Sylvaine Cussot sono rispettiva- mente seconda e terza. World Tour", che racchiude le 10 gare più prestigiose al mondo. È considerata una delle corse più dure con atleti che sfidano i limiti in uno scenario incantevo- le. Ci si sfida a Cortina tra le bel- lezze delle Cime di Lavaredo, le Valentino Rossi alle spalle di Marc Marquez, il pilota spagnolo che sembra irraggiungibile NIColA AlFANo Photos ©The North Face Lavaredo Ultra Trail Organization

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