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GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2014 www.italoamericano.com 21 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | ELISABETTA MANCINELLI Lungo i tratturi, le antiche vie della transumanza delle greggi, i pastori portavano con sé diversi strumenti a dorso di muli ed asini. Per le loro necessità utiliz- zavano bisacce, tascapane, cio- tole, posate di legno, corni di bue, sgabelli a tre piedi, secchi di legno, attrezzi per la tosatura, collari antilupo. Alcuni di questi oggetti venivano realizzati arti- gianalmente dagli stessi pastori. Durante gli spostamenti e le soste, i pastori raccoglievano verdure e radici commestibili che cucinavano a sera. Erano soggetti a continui pericoli come furti di bestiame, assalti di lupi, morsi di serpenti perciò, nella tradizione orale, i pastori vengo- no rappresentati mentre dormo- no "con un occhio solo". Per questa loro condizione di vita, l'invocazione della prote- zione divina dava la forza neces- saria per affrontare i rischi del viaggio ed i sacrifici del mestie- re. Lungo i tratturi e nei territori attigui, sono sorte durante i secoli molte chiese caratterizzate da un'arte strettamente legata al mondo pastorale. Erano molto importanti non solo dal punto di vista spirituale ma anche com- merciale. È in prossimità di que- ste strutture, infatti, che si svol- gevano fiere per la commercia- lizzazione di prodotti artigianali e gastronomici. Diversi furono i protettori dei pastori transumanti. Tra questi, San Michele al Gargano, San Nicola di Bari e la Madonna Incoronata di Foggia. L'anno religioso per i pastori si scandiva due volte l'anno: quello estivo e quello invernale e questi due cicli coincidevano con i festeg- giamenti dei santi protettori della transumanza. Lungo il tracciato tratturale, nel corso dei secoli, sono sorte taverne, fontane, riposi. Le taverne, che erano delle osterie attrezzate con servizi ricettivi per i pastori e grosse stalle per gli animali, erano tante e fre- quentate sia da pastori che da viandanti occasionali. Gli abbe- veratoi sono disseminati lungo tutti i percorsi ma, per la neces- sità di acqua sorgiva, sono con- centrati nelle zone medie e alte dei tracciati. Molte di queste architetture sono arrivate fino a noi e vengono ancora oggi utiliz- zate dai pastori stanziali. Questo patrimonio archeologico, seppur quasi del tutto sconosciuto, pre- senta notevoli caratteri di qualità ed originalità. LA RETE TRATTURALE - La rete tratturale che arriva ad uno sviluppo massimo di circa 3000 km, era caratterizzata da connessioni e nodi. Così i trattu- ri, fiumi d'erba larghi fino a 111 metri, secondo le rigide regole che ne stabilirono la larghezza massima per evitare conflitti con i contadini, non erano solo corri- doi di scorrimento, ma strutture dotate di servizi e attrezzature per uomini e animali. Lungo il percorso i pastori e gli armenti potevano trovare ricoveri dove trascorrere le notti più fredde, recinti, abbeveratoi e isolate chiese rupestri di cui sono rimasti stupendi esemplari. Tali punti di sosta rappresenta- vano momenti in cui la socializ- zazione dava luogo a scambi cul- turali tra persone provenienti da realtà geografiche diverse, importanti considerando la ridot- ta mobilità dei tempi. LA VIA DEI TRATTURI - "E vanno pel tratturo antico al piano quasi per un erbal fiume silente su le vestigia degli antichi padri…". Così il poeta Gabriele D'Annunzio descrive la discesa dei pastori verso il mare. Dopo la via Francigena e ll Cammino di Santiago, il percor- so dei "tratturi", le lunghe vie d'erba che collegavano l'Abruzzo montano con il Tavoliere di Puglia, è tra le esperienze più suggestive. Consente di ripercorrere gli stessi tracciati usati dai Sanniti, dai Romani, e dal 1200 in poi, da centinaia di pastori, milioni di pecore e carovane di muli carichi di masserizie che camminavano silenziosamente in mezzo a quel- le ampie distese d'erba. È come fare un viaggio nel passato, nelle tradizioni, nella cultura e nella religiosità delle genti d'Abruzzo che da sempre hanno legato la loro vita alla pastorizia transu- mante. Partendo dai pascoli estivi del Tavoliere di Puglia si risale gra- datamente tutto il Molise interno fino ad arrivare nei pascoli estivi delle montagne abruzzesi abitate ancora dal Lupo Appenninico, dall'Orso Bruno Marsicano anta- gonisti di sempre delle greggi e dei pastori. Oggi di quelle antiche vie erbose rimane ben poco, come rimane ben poco di quella civiltà pastorale che le aveva generate. L'ultimo spostamento a piedi di pastori e pecore pare sia avvenuto nel 1972. Eppure una sensibilità nuova verso il passato sta coinvolgen- do persone sensibili, associa- zioni e istituzioni affinché que- ste testimonianze, o ciò che rimane di esse, non precipitino nell'oblio, insieme all'immenso patrimonio di storia e cultura che portano con sé. I principali tratturi erano tre: si usava il percorso L' Aquila – Foggia, detto Tratturo Magno. Si sceglieva tra due piste paral- lele: Manoppello Guardiagrele Montenegro o Bucchianico, Chieti, Lanciano. Il percorso Celano - Foggia. Aggirava Pratola Peligna e Sulmona, sosta ai riposi di Cesale e Taverna del Piano, presso Rivisondoli. Costeggiava Roccaraso, Lucito e Lucera. E infine c'era il percorso Pescasseroli - Candela che rag- giungeva Castel di Sangro, poi seguiva due tracciati: i monti del Matese o il percorso sannitico Pescolanciano - Campobasso. I tratturi servivano alla transumanza del bestiame dall'Abruzzo alla Puglia La rete tratturale è lunga 3,000 km e le vie erano larghe 111 metri Tratturi, i fiumi d'erba dei pastori che dormivano con un occhio solo Capolavoro rinascimentale nel convento fondato da san Francesco in un piccolo borgo marchigiano Frontino è per popolazione il più piccolo comune marchigiano della provincia di Pesaro e Urbino. Fiore all'occhiello della località, inserita da quest'anno tra i borghi più belli d'Italia, è il duecentesco convento di Montefiorentino. Secondo la tradizione fu fon- dato da San Francesco (1213) ed è uno dei conventi più grandi delle Marche. Il convento include un piccolo chiostro e conserva la rinascimentale cappella dei conti Oliva, costruita nel 1484, un capolavoro d'arte rinascimentale attribuito a Francesco De Simone Ferrucci da Fiesole, dove si tro- vano la splendida pala d'altare di Giovanni Santi, padre di Tra i sapori di questa terra sono da ricordare il tartufo nero, il fagiolo, ai quali sono dedicati degli eventi folkloristici che ripropongono le tradizioni locali, i prodotti da forno biologici, i prodotti caseari e la carne bovi- na. Raffaello, e un affresco attribui- to a Evangelista da Piandimeleto. Il mulino d'acqua trecente- sco, detto di Ponte Vecchio, che riforniva di farina e pane il castello, è dotato di torre di guardia e difesa, ed ospita attualmente il Museo del Pane. Il monastero di San Girolamo è un luogo suggestivo, circondato da querce secolari, recentemente restaurato ed oggi adibito a residenza d'epoca. È costituito da chiesa, convento e una dipendenza di servizio. La parete di fondo del refettorio è ornata da un'Ultima Cena. Nel piano superiore sono conservate le antiche celle dei monaci. Il convento duecentesco di Montefiorentino a Frontino Il campanile di Frontino
