L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-23-2015

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GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2015 www.italoamericano.org 22 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | L'Italo-Americano di corsa alla Staffetta podistica dedicata alla patrona degli emigranti L'Italo-Americano di corsa per 70 chilometri tra Milano e Codogno. C'eravamo anche noi all'appuntamento annuale con la staffetta podistica sulla Terra di Santa Francesca Cabrini, patrona degli emigranti, che ha visto cor- rere le più influenti testate dedica- te agli Italiani all'estero. La simbolica staffetta, alla sua seconda edizione, ha coinvolto oltre cinquanta podisti, uno per testata, che hanno affrontato il tra- gitto che riscopre i luoghi dove è cresciuta la missionaria, nata a Sant'Angelo Lodigiano e ormai celebre in tutto il mondo. Dalla Stazione Centrale di Milano, dedicata alla Cabrini, sei tappe attraverso le province di Milano, Lodi e Pavia, fino al punto di arrivo, il Museo Cabriniano a Codogno (nella prima Casa istituita da Madre Cabrini nel 1880 quando fondò l'Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù), toccando i Comuni di Milano, San Giuliano Milanese, Cerro al Lambro, Sant'Angelo Lodigiano, Borghetto Lodigiano e Casalpusterlengo. Novità di quest'anno la sosta a Rogoredo Santa Giulia per rende- re omaggio al quartiere che si can- dida a diventare la sede privilegia- ta degli italiani all'estero. La terza tappa ha invece condotto all'Abbazia di Viboldone a San Giuliano Milanese. La staffetta è quindi entrata a Cerro al Lambro, poi a Sant'Angelo Lodigiano, città natale di Santa Francesca Cabrini. Da qui è arrivata a Graffignana e Inverno Monteleone, in provincia di Pavia. L'elemento che ha segnato il Cammino è rappresen- tato dalle "sedute", opere artisti- che scolpite in pietra, nate per simboleggiare la sosta del pelle- grino. La conclusione del percor- so ha riunito tutti i podisti che hanno fatto insieme l'ultimo trat- to. Il Cammino degli Emigranti è un percorso tra storia, cultura e spiritualità che unisce le province lombarde di Milano e Lodi, rivol- to agli 80 milioni di oriundi italia- ni sparsi per il mondo. Al centro del progetto, ideato e realizzato dall'associazione CabriniLand, c'è una "seconda Italia" ancora da valorizzare, soprattutto in questo momento storico, da far conoscere e risco- prire alle nuove generazioni. La nostra storia di emigrazione viene spiegata attraverso le opere di Santa Francesca Cabrini, lodi- giana doc, dal 1950 patrona uni- versale degli emigranti e prima santa americana che fondò a Codogno (in provincia di Lodi) il primo Istituto della Missionarie del Sacro Cuore. La Cabrini dedicò la sua vita agli emigranti italiani di fine '800 nelle due Americhe, nel momento più difficile della loro storia. Attraversò l'Atlantico ben 24 volte e operò in 7 Paesi, fondando 80 istituti tra scuole, case di riposo, convitti, orfanotrofi e ospedali. Una storia intrigante, quella della Santa, culminata con la partecipa- zione all'Expo del 1906 che si celebrava a Milano. In quell'occa- sione chiamò i protagonisti dell'e- migrazione a presentare i risultati raggiunti, perseguendo esplicita- mente l'obiettivo di offrire una vetrina delle potenzialità produtti- ve e commerciali dell'emigrazio- ne. Le sue strade attraversarono il mondo, i suoi passi furono da esempio per generazioni di suore dell'ordine che venne fondato da lei. Per questo, Il Cammino degli Emigranti, ripercorre nel mese di luglio quei primi passi, dalla Stazione Centrale di Milano, che le è stata intitolata, alla prima Casa da lei fondata: un cammino di fede attraverso luoghi bellissi- mi per guardare l'Italia bella e poco conosciuta, attraverso gli occhi della Santa. I chilometri del "Cammino" ricchi di segni della storia della Cabrini e delle sue sorelle, sarà il riferimento e palcoscenico dell'as- sociazionismo culturale degli ita- liani nel mondo, costituito da 7.426 associazioni di italiani all'e- stero secondo il Censimento rea- lizzato nel 2000 dal Ministero Affari Esteri. Il Cammino degli Emigranti si propone come luogo simbolo dell'emigrazione e momento di aggregazione degli italiani all'estero. La festa intercontinentale di Expo per i 200 anni della nascita di Don Bosco Festa a Expo per il bicentenario della nascita di Don Bosco e delle sue missioni nel mondo Grande festa a Expo Milano 2015 per il "Don Bosco Day", in occasione del bicentenario della nascita del fondatore delle con- gregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Una giornata all'insegna della gioia e dell'amore, come testimoniano le parole dell'inno suonato dalla Banda Juvenil Salesiana de Poiares del Portogallo. L'ordine dei Salesiani è pre- sente all'Esposizione Universale con il padiglione Casa Don Bosco che reinterpreta il tema dell'evento con il motto "Educare i giovani, energia per la vita". Fino ad ottobre, lì si potranno sperimentare gli effetti del sistema educativo salesiano, grazie alle testimonianze di chi ha vissuto ed è cresciuto nella "scuola" del santo (fu canonizza- to da papa Pio XI nel 1934): ex allievi, imprenditori e educatori, insegnanti e politici, uomini e donne provenienti dai cinque continenti che racconteranno quanto questo modello educativo si concretizzi quotidianamente a favore dei giovani e della loro crescita. Casa Don Bosco è l'uni- co padiglione che a Expo fa rife- rimento ad una famiglia religiosa e non a uno Stato, un'organizza- zione o un'azienda e che può vantare la propria presenza in più di 130 Paesi nel mondo. Proprio in quest'ottica (la prima missione risale al 1875 in Argentina) la Casa sarà smontata e trasportata in Ucraina dove svolgerà in modo permanente la sua missione di casa, scuola e centro di formazione dei giovani basandosi sul "sistema preventi- vo nella educazione della gio- ventù" fondato su ragione, reli- gione e amorevolezza. Un meto- do che la congregazione sviluppa con oltre 3.500 fra istituti, scuo- le, oratori, parrocchie in tutto il mondo e con un'attenzione parti- colare verso coloro che, a causa della povertà economica, sociale e culturale, non hanno la possibi- lità di costruire le basi per il loro futuro. A dare il benvenuto alla gran- de famiglia di Don Bosco, il commissario generale di Expo, Bruno Antonio Pasquino, che ha sottolineato l'importanza strate- gica della presenza dei Salesiani all'Esposizione Universale. Don Angel Fernandez Artime, Rettore Maggiore dei Salesiani, ha ricordato come fu proprio Don Bosco ad andare per primo all'Esposizione Universale di Torino del 1844: "Questo per noi non è un giorno per il trionfali- smo, ma un'occasione per dire a tutti che crediamo ancora nel mondo di oggi e nei giovani di tutti i Paesi, perché il nostro pre- sente e il nostro futuro sono pieni di speranza". Papa Francesco, che si è per- sonalmente formato tra i salesiani di Buenos Aires, in occasione del bicentenario del santo piemonte- se ha detto: "Don Bosco ci inse- gna anzitutto a non stare a guar- dare, ma a porsi in prima linea per offrire ai giovani un'espe- rienza educativa integrale che coinvolge tutta la persona". La pedagogia di Don Bosco, eviden- zia il Papa, "è l'amorevolezza" e ribadisce quanto sia necessario che "l'amore dell'educatore si esprima mediante gesti concreti ed efficaci". Le Missioni salesiane sono operative in oltre 130 Paesi nei 5 continenti ANDREA TEDESCHI L'Italo-Americano corre lungo il tracciato dedicato a Santa Cabrini, patrona degli emigranti e prima santa americana

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