L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-23-2015

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GIOVEDÌ 23 LUGLIO 2015 www.italoamericano.org 30 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Oltre 700 pannelli ramificati coprono una superficie totale 9.000 mq, il vetro fotovoltaico riveste 650 mq (Ph. Luigi Filetici) La bellezza moderna di Palazzo Italia e l'architettura osmotica e orgogliosa di Michele Molè Nel grande riassunto mon- diale di Expo Milano, l'eccel- lenza italiana si presenta al mondo con Palazzo Italia, che diventa il biglietto da visita di una bellezza moderna, una struttura tecnologica, un'ar- chitettura innovativa e una biocompatibilità, la sua più straordinaria novità, che sa di ricerca e capacità di guardare al futuro nonostante gli anni di crisi. L'Italo-Americano ne ha parlato con Michele Molè, fondatore dello studio romano di architettura Nemesi che lo ha progettato. Cosa dice al mondo la vostra "foresta urbana"? Nella domanda c'è la rispo- sta. Quello di cui ha parlato sono stati i nostri obiettivi prin- cipali. Abbiamo voluto a tutti i costi che, nonostante i tempi ridotti, Expo e il Padiglione Italia rappresentassero un'Italia che vuole ancora interpretare l'eccellenza della cultura archi- t e t t o n i c a e d e l d e s i g n n e l mondo. Se l'Italia ha un suo p o s i z i o n a m e n t o n e l l ' a m b i t o i n t e r n a z i o n a l e è p r o p r i o n e l saper produrre creatività, inno- vazione, gusto, arte, detto in una parola bellezza. Questo è stato il nostro obiettivo fondamentale. Per poterlo fare, questo il nostro primo obiettivo, abbiamo cercato di fare un progetto che esprimesse qualcosa che comun- que fosse radicato nella nostra tradizione, nella nostra storia, perché questo Palazzo Italia d o v e v a e s s e r e n o n s o l t a n t o un'architettura di Nemesi, ma un'architettura capace di rappre- sentare un intero Sistema Paese. Secondo obiettivo è che que- sta storia, questa straordinaria memoria, questa grandezza che ci ha visti protagonisti nel corso della storia fosse riattualizzata all'oggi e, anzi, capace di guar- dare al futuro. Quindi non un'ar- chitettura nostalgica che ricorda- v a l a g r a n d e z z a d e l p a s s a t o Nell'architettura c'è un mes- saggio sociale. Un altro elemento fondamen- tale è l'idea, tutta italiana e che appartiene alla nostra storia, della capacità di trasformare il territorio attraverso la costruzio- ne di borghi, piccoli o grandi, che hanno dato vita a qualcosa di più di un agglomerato di case creando un vero e proprio spirito comunitario. Ecco allora la piaz- za, il luogo centrale e più rappre- sentativo di questi borghi, il luogo in cui emerge la comunità, il sentirsi parte della collettività. Richiamare questa tradizione e pensare al Padiglione Italia come a un'architettura urbana che non l a v o r a p i ù s u l p i e n o m a s u l vuoto, su un'assenza che è la piazza, è un altro elemento su cui abbiamo lavorato. Al centro di Palazzo Italia c'è un grande vuoto che ne attraversa vertical- mente la struttura per più di 35 metri di altezza: è la piazza, il luogo di incontro della comunità italiana, dello stare insieme ma anche del rito sociale collettivo, come è anche la nutrizione, tema centrale di Expo. Palazzo Italia è stato pro- gettato in un'ottica sostenibile tra vetri fotovoltaici e bioce- mento. Dopo le cementificazio- ni aggressive finalmente un modo diverso di costruire. Lo straordinario biocemento che Italcementi ha realizzato per noi dopo 12mila ore di ricerca è costituito da materiali di riciclo: non consuma ulteriori materie prime, ma riutilizza gli scarti di altre lavorazioni, come la polve- re che proviene dalle cave del m a r m o d i C a r r a r a . I l b i a n c o riprende poi la tradizione sculto- rea dei marmi italiani, michelan- gioleschi, della fabbriche rina- scimentali delle grandi cattedra- li. L'edilizia intesa quindi non più come qualcosa che consuma il paesaggio, ma che diventa il paesaggio. E c c o l a " f o r e s t a u r b a n a " , l'architettura che diventa albero, un insieme di tronchi che tocca- no il suolo, se ne nutrono, e poi sviluppandosi verso l'alto s'in- trecciano, si ramificano in tutti i v o l u m i c h e c o m p o n g o n o Palazzo Italia. Il tutto termina nella copertura "fronda" che restituisce energia all'ambiente come fanno gli alberi. I pannelli fotovoltaici producono tutta l'e- nergia di cui ha bisogno Palazzo Italia per funzionare. Si crea così un organismo osmotico che rende Palazzo Italia a impatto zero e capace di respirare insie- me all'ambiente. Una delle sue caratteristiche fondamentali è la capacità fotocatalitica del bioce- mento: reagendo alla luce del sole "mangia" lo smog pulendo l'aria circostante e tenendo puli- te le pareti esterne dell'edificio. Ritiene che il design sia e resti una qualità tipicamente italiana? È certamente una delle nostre caratteristiche fondamentali che si lega all'eccellenza in termini di creatività. Chi nasce in Italia, così piena di cultura, di storia e di bellezza, in qualche modo costruisce dentro di sé un dna che fa di questa diversità qualco- sa di particolarmente importante. Ma il Sistema Italia è anche quella filiera che lega il momen- to della creazione intellettuale alla realizzazione d'avanguardia: Italia come luogo del saper fare, di un artigianato di alto livello. Se nella moda ce lo ricordiamo bene, nel mercato dell'urbanisti- ca e dell'architettura ce lo siamo u n p o ' d i m e n t i c a t o . P a l a z z o Italia vuole segnalare questa eccellenza nell'ideazione e nel saper fare e il Sistema Paese dovrebbe promuoverla maggior- mente. Palazzo Italia è nato dopo soli 7 mesi di progettazione e a p p e n a 1 4 d i c a n t i e r e . È un'Italia che all'estero manda un segnale fortissimo di effi- cienza e qualità. Aziende come Italcementi o Styl-Comp che hanno realizzato nell'idea dell'improponibilità, dell'impossibilità, oggi, di poter ancora una volta produrre quella b e l l e z z a . M a , a l c o n t r a r i o , abbiamo cercato di richiamare quella tradizione portandola all'oggi anzi al futuro per far vedere di nuovo come l'Italia è in grado di produrre l'innova- zione, la qualità, l'artisticità, la bellezza, e di essere aperta alle sfide del domani. Il terzo obiettivo, fondamen- tale e in risposta puntuale al tema di Expo "Nutrire il pianeta, energia per la vita", è legato alla nutrizione e alla sostenibilità. Palazzo Italia parla non più di consumo opaco, di depaupera- mento del territorio, ma di qual- cosa che riesce a entrare in un c i c l o n a t u r a l e , o s m o t i c o , d i interscambio con l'ambiente cir- costante producendo un nuovo paradigma di sostenibilità. Cominciamo dalla "bellez- za" moderna. Abbiamo raccontato un pro- getto che traccia un filo rosso su alcuni dei momenti più signifi- cativi della nostra storia dell'ar- te. Partendo dal manierismo michelangiolesco, fatto di figure che esprimono potenza inespres- sa, inesplosa e tutta contenuta all'interno della figura stessa, il filo rosso passa attraverso il Barocco e le opere di Bernini e Borromini che ripristinano un dialogo dinamico tra l'interno e l'esterno, e continua con la pit- tura di Caravaggio, in un chiaro- scuro che va oltre il canone for- male della figura ed esprime qualcosa di indicibile attraverso la luce e il colore. Ecco tutto questo per indicare una direzio- ne che fa della ricerca di una profondità, di una complessità, della ricchezza della vita e del nostro spazio urbano e architet- tonico, il nostro obiettivo fonda- mentale. Palazzo Italia vuole porsi in continuità con questa storia ed esserne la traduzione contemporanea. Si entra nel Palazzo e si trova, a sorpresa, una piazza. Il progetto di Nemesi ha vinto un concorso internazionale di progettazione a cui hanno partecipato 68 studi di architettura (Ph. Luigi Filetici) Palazzo Italia è l'unico edificio permanente di Expo Milano. È stato realizzato in 14 mesi di cantiere dopo 7 mesi di progettazione. Si sviluppa su 6 livelli per un'area edificata di 14.400 metri quadri più la terrazza (Ph. Luigi Filetici) BARBARA MINAFRA Continua a pagina 31

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