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GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE 2015 www.italoamericano.org 38 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Angelo J. Di Fusco, CPA Tax preparation & planning Financial statements & accounting Financial planning & budgeting Quickbooks professional advisor & small business consulting Let's team up to cut your taxes 25 years experience Parliamo italiano 818/248-9779 www.difusco.com HERITAGE MEMORIA IDENTITÀ STORIA RADICI Le 9 parti del discorso a cui non pensiamo mentre parliamo LUIGI CASALE V eloce spiegazione della probabile etimologia della nomenclatura dei nomi delle parti del discorso. Articolo: diminutivo della parola latina "artus" = piccola propaggine, prolungamento; lo si trova davanti al nome sostantivo, e serve a sostantivare qualsiasi parte del discorso, comprese le intere frasi. Il sintagma (il gruppo di due parole legate sul piano logico e su quello morfologico) tra l'articolo e il nome è indisso- "alcune". (Es.: Ho comprato libri; Ho comprato dei libri; Ho comprato alcuni libri). Molto spesso l'articolo si fonde con la preposizione che lo prece- de formando la preposizione arti- colata (Es.: in+la casa=nella casa). Nome [dal latino: no-men, col- legato alla radice -no- dei verbi no-v-i, gno-sco, co-gno-sco: conoscere, riconoscere; corri- spondente alla radice greca gnw/gno: con identico significa- to] o, meglio: nome sostantivo. Indica una "sostanza", che in ter- mini filosofici è qualche cosa che è, esiste, c'è. Dal punto di vista morfologico e del suo comporta- mento linguistico, è quella parola che può essere accompagnato dall'articolo. Aggettivo o nome aggettivo è quel nome (segno di riconosci- mento) che si accompagna al nome sostantivo, cioè, si aggiun- ge, si appoggia (adiectum = get- tato addosso), ed indica una qua- lità o una condizione di esso. Pronome (definito, indefinito, determinativo, o altro) viene usato al posto del nome (pro- nome); per cui alcuni di essi sono più propriamente referenziali; altri sono dei sostituenti. I paradigmi delle parole ascritte a queste tre prime categorie (parti del discorso) si chiamano decli- nazione (le parole si declinano, si piegano, si adattano alle situazio- ni comunicatie, modificando la desinenza: la parte terminale della parola). Verbo [dal latino verbum = parola]. La sua flessione (capa- cità di adattamento), le cui voci formano il paradigma, si chiama coniugazione. Il paradigma (l'in- sieme di tutte le voci possibili) verbale è complesso e organizza le numerose voci per diatesi, aspetto, modo, tempo, persona, e numero. Nelle forme perifrastiche (o composte), poiché entrano in gioco i participi, che sono ele- menti nominali del verbo, sono presenti i generi: maschile o fem- minile (Es.: sono stato visto/sei stata vista; siete stati visti). Avverbio [ad verbum = vicino al verbo] sintatticamente e semanticamente vicino al verbo. Congiunzione [elemento che congiunge] serve ad unire due elementi del discorso della stessa natura (polisindeto) oppure intere frasi, coordinandole (paratassi) o subordinandole (paratassi). Preposizione [posta davanti] a parole o a frasi. Crea dei sintag- mi originali o del tipo comple- menti oppure proposizioni subor- dinate implicite. Interiezione [esclamazione, parola o frase che non partecipa alla sintassi della frase]. lubile, anzi l'articolo si collega al nome come proclitica (parola senza accento che si pronunzia appoggiandosi al nome che segue: insieme le parole formano un gruppo d'enclisi). L'articolo può essere determi- nativo (il, lo, la; i, gli, le) o inde- terminativo (uno, un, una). Non esiste una forma di articolo inde- terminativo plurale. Tuttavia la lingua si è attrezzata facendone a meno: "compro libri". Oppure utilizzando la forma del partitivo mediante la preposizione articola- ta "dei", "degli", "delle"; oppure l'aggettivo indefinito "alcuni", Fine terza e ultima parte
