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GIOVEDÌ 8 MARZO 2018 www.italoamericano.org 36 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO Quando è nata, dove e perchè, la festa internazionale che celebra e rivendica i diritti delle donne P er anni si è pensato che facesse riferimento a una tragedia tessile av- venuta a New York, in una ditta chiamata Cot- ton. Ma non è così e in realtà non sarebbe neanche una festa da ce- lebrare con cene e bevute. Perché quello dell'8 marzo è molto più di un appuntamento mondano e festaiolo. E' un sim- bolo dell'emancipazione femmi- nile nella storia occidentale. Per molto tempo si è fatta risalire la scelta dell'8 marzo ad una tragedia accaduta nel 1908, che avrebbe avuto come protago- niste le operaie dell'industria tes- sile Cotton di New York, rimaste uccise da un incendio. In realtà questo fatto non è mai accaduto e magari è stato confuso con l'in- cendio della fabbrica tessile Triangle, avvenuto nel 1911, dove morirono 146 presone, gran parte delle quali erano donne. La Triangle Shirtwaist Company, situata nel cuore di Manhattan all'incrocio fra Greene Street e Washington Place, poco a est di Washington Square Park, impiegava, negli ultimi tre piani dell'Asch Building, quasi 600 operai, con turni massacranti e salari dai 6 ai 7 dollari la settimana, in condi- zioni antigieniche e con scarsissi- ma sicurezza. Proprio la pericolo- sità aveva indotto i lavoratori della Triangle, a organizzarsi in gruppi e comitati sindacali, come la International Ladies' Garment Workers Union e la Women's Trade Union League, e a sciope- rare nel 1909 e nel 1910. GENEROSO D'AGNESE nacque dopo una manifestazione di donne a San Pietroburgo nel 1917, che rivendicava la fine della guerra mondiale. La celebrazione che si tenne negli Stati Uniti d'America a par- tire dal 1909, in alcuni Paesi europei dal 1911 e in Italia dal 1922, naque dal VII Congresso della II Internazionale socialista che si tenne a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907 a cui parteciparo- no 884 delegati di 25 nazioni. In quella sede vennero trattati la questione femminile e la riven- dicazione del voto alle donne. Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione che impegnava i partiti socialisti a lottare energicamente per l'in- troduzione del suffragio universa- le delle donne, senza allearsi con le femministe borghesi che recla- mavano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottava- no per il suffragio delle donne. Il Partito socialista americano rac- comandò a tutte le sezioni locali di riservare l'ultima domenica di febbraio 1909 all'organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile. Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 23 febbraio 1909. La seconda Conferenza inter- nazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 propose di isti- tuire una comune giornata dedi- cata alla rivendicazione dei diritti delle donne ma se negli Stati Uniti continuò a tenersi l'ultima domenica di febbraio, in alcuni Paesi europei (Germania, Austria, Il 25 marzo l'incendio scoppiò all'ottavo piano alle 16.40, si pro- pagò rapidamente nei due piani superiori del palazzo e causò la morte di 146 operai in gran parte donne di origini italiane ed ebree, di età compresa fra i 13 e i 22 anni. Nonostante l'obbligo di scale e uscite antincendio, nella Triangle molte di queste erano sprangate e trasformarono la fab- brica in una trappola. I lavoratori superstiti, raccontarono che fu impossibile abbandonare l'edifi- cio attraverso l'unica via di fuga, le scale, poiché le porte di questa uscita erano chiuse. Essi suppose- ro unanimemente che le porte fossero state deliberatamente bloccate dai proprietari della fab- brica, Max Blanck e Isaac Harris, i quali erano soliti tenerle chiuse a chiave per paura che i lavoratori potessero rubare materiali o fare troppe pause. Le operaie persero la vita inghiottite dalle fiamme che divamparono violentissime o soffocate dal fumo; altre accorse- ro alle finestre dell'edificio nella speranza di ricevere soccorso dal- l'esterno per poi scoprire che le scale dei vigili del fuoco erano troppo corte per raggiungere i piani più alti, e si trovarono a sce- gliere fra gettarsi nel vuoto o morire bruciate. Questo episodio ebbe profon- de ripercussioni sociali e politi- che nelle settimane successive. La International Ladies' Garment Workers Union organizzò una giornata ufficiale di lutto durante la quale i newyorkesi sfilarono in corteo per le strade della città. Ben presto si levarono voci di protesta fra i cittadini, indignati per le condizioni che avevano reso possibile una tragedia di tali dimensioni nonché per il totale disinteresse verso la sorte delle loro operaie dimostrato da Harris e Blanck. Le adesioni ai comitati sinda- cali crebbero notevolmente, e le manifestazioni del 1 maggio videro cortei di commemorazione e protesta in ogni città degli Stati Uniti e all'estero; l'impressione suscitata fu tanta e tale che spesso si associa a questa tragedia l'isti- tuzione della giornata della donna l'8 marzo. Ma questa giornata Da circa 70 anni, in Italia, la mimosa è il simbolo della Giornata Internazionale delle Donne Svizzera e Danimarca), la giorna- ta della donna si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911. La data fu scelta perché, in Germania il 19 marzo 1848, durante la rivoluzione, il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta prole- taria. In Francia la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi così come a Vienna, dove alcune manifestanti portarono con sé delle bandiere rosse (simbolo della Comune) per commemorare i caduti di quell'in- surrezione. In Svezia si svolse il 1º maggio 1911, in concomitanza con le manifestazioni per la Giornata del lavoro. In Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevi- co, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu inter- rotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. Le manifestazioni furono interrotte in tutti i Paesi bellige- ranti negli anni della prima guer- ra mondiale. A San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 (il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia) le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifesta- zioni che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell'ap- poggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della Rivoluzione russa di feb- braio. Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internaziona- le delle donne comuniste, tenutasi a Mosca una settimana prima del- l'apertura del III congresso dell'Internazionale comunista, fissò l'8 marzo come la "Giornata internazionale dell'operaia". In Italia la Giornata interna- zionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comuni- sta d'Italia, che la celebrò il 12 marzo, prima domenica successi- va all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'8 marzo come la Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.
