L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-16-2015

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GIOVEDÌ 16 APRILE 2015 www.italoamericano.org 16 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Impegno, competenze, serietà: cambiare la cultura per dare un futuro migliore all'Italia Le proposte dei giovani uni- versitari per un'Italia migliore partono da una cultura nuova. "Cambiare la cultura di questo P aes e deve es s ere la nos tra prima missione, perché è il solo presupposto per pensare che questo Paese possa avere un futuro". A sostenerlo davanti al premio Nobel per l'economia, Jean Tirole, è stato l'universita- rio Jacopo Macrì, 24 anni, cala- bres e di M arina di G ioios a Jonica, Reggio calabria, che a Roma frequenta la Luiss "Guido Carli" e che ha parlato a nome degli studenti in occasione del- l'inaugurazione dell'anno acca- demico e del conferimento della laurea honoris causa al famoso studioso francese. Macrì con lucidità ha analiz- zato la realtà. Ed ha poi afferma- to: "L'università ha la necessità di conservare la sua caratteristica essenziale: quella, per dirla con Umberto Eco, di essere un luogo vani fatichiamo a comprendere. Abbiamo perso i nostri punti di riferimento, la politica non lo è più, le istituzioni nelle quali crediamo sempre meno. Se c'è un ruolo che l'università può avere e che deve porsi come obiettivo è quello di trainare il Paese verso un modello culturale diverso". Come vede il futuro occupa- zionale? "Siamo in un'università di eccellenza, ma una volta che ne usciamo il rischio è che si vada a spendere le nostre competenze altrove, perché la realtà del mer- cato del lavoro è oggi molto complessa e pensare di progetta- re il futuro in Italia sembra quasi una follia". Macrì pone a giusta ragione il dito nella piaga della fuga di cer- velli italiani all'es tero. L'emigrazione intellettuale deve essere frenata. Bisogna perciò dare spazio e premiare i giovani che hanno idee innovative e rico- mente umiliato dalla colpevole assenza dello Stato, che favori- sce la devastante presenza delle forze antisociali. Macrì ha fre- quentato le elementari e le medie nella natia Marina di Gioiosa Jonica, poi il Liceo Classico a Locri e ora l'università a Roma. Alla Luiss rappresenta gli stu- denti nel Cons iglio di Amministrazione. "Il 19 marzo è una giornata che posso già annoverare tra i miei ricordi speciali", ci dice. Non capita infatti di frequente l'opportunità di parlare alla pre- senza di "uno degli economisti più influenti del nostro tempo che ha reso chiaro come com- prendere e regolare i mercati in cui ci sono poche aziende poten- ti", come ha riconosciuto l'acca- demia svedese nell'assegnare il premio a Tirole. Oltre al famoso economista frances e c'erano anche il Ministro dell'Ecomomia Pier Carlo P adoan ed Emma "accettare la perdita di sovranità che va di pari passo con l'esi- genza di vivere assieme sotto lo stesso tetto". Mentre il Ministro Padoan, nella Laudatio introduttiva, ha sostenuto che "l'Unione Europea fatica ad identificare e mettere in campo una strategia economica di lungo periodo che sia in grado di realizzare crescita, lavoro e benessere", per cui "occorre che il Parlamento europeo abbia una voce più forte". Emma Marcegaglia ha parla- to della situazione italiana e della necessità di "procedere sul sentiero delle riforme". Personaggi di spicco dell'e- conomia italiana e mondiale, temi di rilevante interesse. Una occasione importante per capire e confrontarsi. E ovviamente una grande emozione per il giovane Macrì che ammette: "Proprio così. La notizia del mio discorso all'inaugurazione dell'anno acca- demico l'avevo ricevuta già da un mese, ma come può immagi- nare l'abbondante preavviso non è bastato a smorzare l'emozio- ne". A questo si è aggiunta una sopresa. "Sì, poco prima dell'ini- zio della cerimonia, prendendo posto sul palco, ho scoperto che avrei assistito alla cerimonia seduto proprio accanto al premio Nobel Jean Tirole. Mi sono avvi- cinato, l'ho salutato e abbiamo cominciato a parlare per un abbondante quarto d'ora in attesa dell'inizio. Non saprei dire se si tratta di un uomo che ha il dono della conversazione o se, come penso, della curiosità; sembrava felice di fare delle domande e io, come ovvio, ero felice di rispon- dere. Mi ha chiesto cosa studiavo e se fossi emozionato. Quando gli ho detto che parlare in quel modo con un premio Nobel mi sembrava una cosa strana, mi ha risposto che da quando ha vinto il premio la gente trova emozio- nante il fatto di parlargli e la cosa è strana anche per lui". Jacopo Macrì ha parlato a braccio. La sua "mattinata spe- ciale" ce la racconta così: "La cerimonia inizia e io comincio a maledire la mia decisione di non scrivere una sola parola di quelle che avrei dovuto pronunciare su quel palco. Troppa gente troppo importante, troppi professori - penso - per andare sul pulpito e non dimenticare la predica. L'ansia suggerisce di buttare giù qualche promemoria; Tirole mi guarda stupito come a dire "dav- vero non hai scritto nulla"? Mi sento un cretino. Prende la paro- la, il rettore professor Massimo Egidi. Prende poi la parola il direttore generale Giovanni Lo Storto e penso "manca davvero poco". Mi chiamano, salgo sul palco e d'improvviso, tutta l'ansia di un attimo prima non c'è più". La cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico a Roma di silenzio. Un silenzio da pre- servare. Ciò non vuol dire che deve trattarsi di un luogo chiuso, meno dinamico, meno attivo, ma che abbiamo bisogno di esporta- re anche fuori da qui la cultura del libro, della riflessione, dello studio e dell'approfondimento". Cosa può fare l'università per una concreta soluzione dei tan ti p rob lemi italian i ch e allon tan an o i giovan i d alla politica e dalle istituzioni? "Abbiamo il dovere di impor- re al Paese un metodo: quello della serietà, dell'impegno, della professionalità, delle competen- ze. Fuori da qui c'è la confusio- ne, il caos, le cose dette e poi rivisitate, una realtà che noi gio- L'intervento dello studente universitario Jacopo Macrì, 24 anni, calabrese di Marina di Gioiosa Jonica DOMENICO LOGOZZO noscere il giusto merito, che all'estero è la regola e da noi purtroppo l'eccezione. "Merito, competenza, serietà e impegno devono essere un modello per noi giovani, per l'Università e per il Paese", ha sottolineato il rap- presentante degli studenti nel suo intervento. S os tenere quanti effettivamente lottano per un'Italia migliore. Tanti giovani vogliono es s ere protagonis ti nella costruzione del futuro. Del loro futuro. E non si rassegnano. Come J acopo M acrì. Propositivo. Viene dalla Locride, una delle aree della Calabria e del Mezzogiorno più emarginate, sia economicamente che social- mente. Un territorio costante- Marcegaglia, prima donna a rico- prire il ruolo di presidente di Confindustria e ora presidente della Libera U nivers ità Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli di Roma. Jean Tirole, nella sua Lectio Magistralis, ha spiegato come il rafforzamento economico dell'Europa debba passare anche dalla capacità dei suoi membri di La Lectio Magistralis del professor Jean Tirole, premio Nobel per l'Economia, a Roma

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