L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-16-2015

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GIOVEDÌ 16 APRILE 2015 www.italoamericano.org L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | 17 'L'arte di Francesco' alla Galleria dell'Accademia di Firenze O r g a n i z z a t a d a l l a G a l l e r i a dell'Accademia di Firenze, in collaborazione con l'Ordine dei Frati Minori, e ideata scientifica- mente con la Commissio Sinica, f i n o a l l ' 1 1 o t t o b r e 2 0 1 5 l a mostra "L'arte di Francesco" si propone di documentare ai mas- simi livelli qualitativi la produ- zione artistica di diretta matrice francescana (pittura, scultura, arti suntuarie) dal Duecento al Quattrocento e, nel contempo, di porre in evidenza la straordinaria attività evangelizzatrice dei fran- c e s c a n i i n A s i a , d a l l a T e r r a Santa alla Cina, rievocandola anche con oggetti di eccezionale importanza storica e incompara- bile suggestione. Tra questi, il corno ritenuto tradizionalmente q u e l l o d o n a t o a l S a n t o d a l Sultano d'Egitto Malik-al-Kamil nel 1219-20 in occasione del loro incontro e conservato in Assisi nella Cappella delle reliquie della basilica di San Francesco. O c c o r r e s o t t o l i n e a r e c h e i capolavori d'arte sono presentati in mostra non soltanto dal punto di vista della loro iconografia francescana, ma in primo luogo per il fatto di essere il frutto della committenza dei frati fran- cescani, per il tramite delle loro più prestigiose fondazioni chie- sastiche e conventuali, nonché per opera di privati cittadini par- ticolarmente devoti del Serafico e dei suoi più diretti seguaci, quali ad esempio, Santa Chiara, San Bonaventura, Sant'Antonio da Padova, San Bernardino. Per la pittura riveste un'impor- tanza fondamentale l'opera di Giunta di Capitino, il primo pit- tore ufficiale dell'Ordine france- scano, la cui influenza si estese nella prima metà del Duecento in vaste aree dell'Italia centrale e fino in Emilia. Il grandissimo artista, il primo pittore 'naziona- le' della storia dell'arte italiana, ricoprì il ruolo d'interprete della spiritualità francescana che poi sarà assolto da altre due altissi- m e p e r s o n a l i t à , C i m a b u e e Giotto. Di particolare interesse si rive- la la sezione che ospita alcune fra le più antiche immagini devo- zionali del santo di Assisi, che tramandano gli episodi più famo- si della sua agiografia. Oltre alle celebri tavole cuspi- date di Pisa (Museo Nazionale di San Matteo), oggi riferita dai più a Giunta, e di Firenze (sull'altare della Cappella Bardi in Santa Croce), attribuita a Coppo di Marcovaldo, sarà presente in mostra quella analoga del Museo C i v i c o d i P i s t o i a e i l S a n Francesco con due storie della sua vita e due miracoli post mor- tem attribuito a Gilio di Pietro (Orte, Museo Diocesano). Tra gli artisti presenti in mostra figurano anche il Maestro di San F r a n c e s c o e i l M a e s t r o d e i Crocifissi francescani, due prota- gonisti di primo piano della pit- tura su tavola e in affresco nel corso del XIII secolo. Il vastissimo pubblico della Galleria fiorentina godrà di una vasta campionatura delle diverse tecniche artistiche e delle tipolo- gie morfologiche: dalle piccole tavole per la devozione privata ai dossali destinati agli altari delle maggiori chiese dell'Ordine, fino ai grandiosi complessi d'altare. Un grande affresco staccato dalla chiesa di San Francesco a Udine di cultura tardogotica introdurrà il visitatore alla straor- dinaria vicenda umana del Beato Odorico da Pordenone (1286– 1331), che intraprese intorno al 1314 un viaggio incredibile, sostenuto dal fervore missionario che lo porterà prima in Asia M i n o r e , p e r i n c o n t r a r e p o i i Mongoli della dinastia Yuan (1279-1368) negli anni 1323-28, e in India. Rientrato in patria dopo un viaggio rocambolesco Odorico riferì al Papa lo stato generata dall'impulso stesso del- l'azione di Francesco e iniziata nel 1245 con Giovanni da Pian d e l C a r p i n e , c u l m i n a t a c o n Giovanni da Montecorvino, con- sacrato nel 1313 primo vescovo di Khanbaliq (Pechino). Epistolae et relationes, princi- p a l m e n t e p r o v e n i e n t i d a l l a Biblioteca Apostolica Vaticana ed esposte nella mostra, rivele- ranno i segni ancora visibili di quelle missioni guidate da fran- cescani di alto rango, in gran n u m e r o l e g a t i p o n t i f i c i a d Tartaros per rimediare alla sepa- razione delle chiese orientali, per offrire "al re e al popolo tartaro" i benefici spirituali della dottrina cristiana, per frenare le ulteriori aggressioni mongole ai danni delle cristianità e tentare di con- tenere con un'alleanza l'irruenza te dal Museo della Custodia di Terra Santa (Gerusalemme) e d a l M u s e o d e l l a B a s i l i c a dell'Annunciazione di Nazareth. E proprio la ricchezza e varietà d e l l e t r a d i z i o n i r e l i g i o s e dell'Asia oltre la Terra Santa, e altri manufatti, provenienti da alcuni prestigiosi musei della Repubblica Popolare Cinese, quasi tutti dei secoli XIII-XIV e legati così direttamente o indi- rettamente alla coeva presenza francescana in Cina. Tornando ai capolavori d'arte i s p i r a t i d a l l ' i m p u l s o d i Francesco specialmente in ambi- to italiano, nel corso della prima metà del Trecento si colloca l'at- tività di uno dei più grandi pitto- r i d e l l ' e p o c a , i l M a e s t r o d i Figline, che quasi certamente fu un membro dell'Ordine france- scano, uno dei seguaci più alti e originali della cultura giottesca, largamente attivo non solo su tavola e in affresco, ma anche n e l l a d e c o r a z i o n e d i v e t r a t e dipinte. Anche in piena epoca rinasci- m e n t a l e l a c o m m i t t e n z a dell'Ordine francescano pro- durrà effetti di rilevanza straor- dinaria, avvalendosi dei massimi artisti del tempo, quali Carlo Crivelli, Antoniazzo Romano e Bartolomeo della Gatta. Non meno importante e ricco di capo- lavori si presenta il versante della scultura di origine france- scana, che annovera personalità del calibro di Nicola Pisano, Domenico di Niccolò dei Cori, Tullio Lombardo e Andrea Della Robbia. Vertici di preziosità assoluta sono raggiunti poi nel campo delle cosiddette arti minori, con alcuni eccezionali vetri dipinti e graffiti e una selezione di mano- scritti miniati di eccezionale importanza. La mostra si ricollega stretta- mente alla vasta e celebre rac- c o l t a d i p i t t u r a a n t i c a d e l l a Galleria dell'Accademia, di cui fa parte il ciclo composto da una lunetta e da ventidue formelle quadrilobate raffiguranti le storie p a r a l l e l e d i C r i s t o e d i S a n Francesco, l'alter Christus, opera di Taddeo Gaddi, provenienti dalla sacrestia della basilica francescana di Santa Croce a Firenze. L'esposizione presenterà le due formelle conservate nella Alte Pinakothek di Monaco di Baviera (Prova del fuoco davanti al sultano e Morte del cavaliere di Celano) che saranno riunite al complesso di provenienza. La mostra e il catalogo sono a cura d e l D i r e t t o r e d e l l a G a l l e r i a d e l l ' A c c a d e m i a , A n g e l o T a r t u f e r i , e d i F r a n c e s c o D'Arelli, Direttore scientifico della Commissio Sinica. delle missioni in Oriente in una dettagliata Relatio. La vicenda di Odorico da Pordenone fu solo una delle ultime dell'epopea francescana in Asia orientale, mussulmana in Terra Santa. Altrettanto significativo ed essenziale è il nucleo di attesta- zioni (documenti d'archivio e reperti archeologici), provenien- sino alla Cina, fra tutte le comu- nità cristiane siro-orientali o nestoriane e il buddhismo, risal- teranno nella mostra grazie a un gruppo di reperti litici e di vari FABRIZIO DEL BIMBO Coppo di Marcovaldo, San Francesco e venti storie della sua vita. Chiesa di Santa Croce a Firenze 'Lo studiolo del Duca' ricomposto dopo 400 anni a Urbino Dopo quasi quattrocento anni viene ricomposto uno dei luoghi più emblematici del Rinascimento italiano, in una mostra unica. U na mos tra mai realizzata prima d'ora che permette fino al 4 luglio 2015, presso la Galleria Nazionale delle Marche, di resti- tuire al pubblico lo Studiolo del Duca Federico Da Montefeltro, nella sua veste originaria, prece- dente cioè allo smembramento seicentesco dei 28 dipinti, che completavano la decorazione di questo microcosmo intellettuale tanto denso di significati e mes- saggi, con la raffigurazione dei cos iddetti U omini illus tri: filosofi, poeti, scienziati, uomini di ingegno, dottori della Chiesa del lontano passato o contempo- ranei, chiamati a raccolta dal Duca per ispirarlo e guidarlo. Urbino e un capitolo fondamen- tale del nostro Rinascimento. Oggi solo la metà dei ritratti è conservata nel Palazzo divenuto sede della Galleria Nazionale delle Marche mentre le restanti 14 tavole, giunte dopo varie vicis s itudini al M us eo del Louvre nel 1863, non sono mai tornate prima d'ora in Italia. Lo faranno in questa occa- s ione, ricollocate nelle loro posizione originale nella stanza di uno dei protagonisti indiscussi del Rinascimento, in una mostra curata da Carlo Bertelli, A les s andro M archi e M aria Rosaria Valazzi, organizzata da Villaggio Globale International e Civita Cultura, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle M arche, dalla Regione Marche e dalla Città di Urbino, con la partecipazione del Museo del Louvre. Una ricostruzione affascinante e complessa che rivela prima di tutto un tratto della storia di NICOLETTA CURRADI Lo studiolo del Duca 'ricomposto'

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